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I Certificati Turbo: come funzionano e come evitare le “trappole”

Relatori: Francesca Fossatelli

In questo webinar scoprirai:

  • come funzionano i Turbo Certificates

  • come utilizzare i Turbo Certificates

  • a quale tipologia di investitore sono adatti i Turbo Certificates

  • quali sono le “trappole” e come evitarle

Maggiori dettagli disponibili a breve.

Serie di Webinar

Come i professionisti utilizzano i Turbo Certificates

Data: 29 ottobre 2021 ore 16.00-17.00

Data: 13 dicembre 2021 ore 18.00-19.00

Relatori: Tony Cioli Puviani, Luca Padovan, Alessandro Pavan e Francesca Fossatelli

In questa serie di webinar scoprirai quali sono le tecniche che utilizzano gli investitori professionisti per operare sui Turbo Certificates

Approfondimenti e Domande Frequenti

Il Turbo Certificate è un certificato a leva variabile che permette di investire al rialzo o al ribasso su un determinato sottostante a fini speculativi o di copertura. Il Turbo replica la performance del sottostante moltiplicandola per un livello di leva, che varia al variare del prezzo del sottostante, ma che si “fissa” al momento dell’acquisto.

La caratteristica fondamentale del Turbo è la presenza della barriera knock-out, una barriera sul sottostante che, se toccata in un qualsiasi momento della vita del prodotto, azzera il prezzo del certificato: il certificato scade anticipatamente e l’investitore perde l’intero capitale investito.

Il turbo certificate può avere una scadenza predeterminata (turbo certificate closed-end) o non presentare scadenza (turbo certificate open-end).

Il turbo certificate della tipologia closed-end presenta uno strike fisso, che coincide con la barriera knock-out.

Il turbo certificate della tipologia open-end presenta invece uno strike, sempre coincidente con la barriera knock-out, ma variabile, che si aggiorna ogni giorno attraverso il meccanismo di restriking.

I Turbo Certificate closed end sono caratterizzati dai seguenti elementi base:

  • sottostante;
  • direzione (long/short);
  • livello della barriera Knock-Out o Strike;
  • scadenza
  • multiplo;
  • tasso di cambio.

Nei Turbo Certificates closed-end, lo Strike è fisso. Lo Strike dei Turbo Certificate non coincide con il prezzo del sottostante al momento del lancio del prodotto bensì viene scelto dall’emittente al momento dell’emissione. Lo Strike è pari al Knock-Out, ossia ad un livello che se toccato in un qualsiasi momento dalla data di emissione alla data di scadenza del prodotto, determina l’evento Knock-Out: questo significa che il Turbo Certificate scade anticipatamente (quindi non è più possibile negoziarlo) e perde tutto il suo valore. Quindi se il Turbo tocca la Barriera di Knock-Out (che coincide con lo Strike) si sopporta una perdita pari all’intero capitale investito.

Per tale ragione, l’emittente emette sul mercato diversi prodotti con medesime caratteristiche (sottostante, direzione e scadenza) ma con diversi Strike: in tal modo l’investitore potrà scegliere il Certificato che risponde meglio al suo appetito per il rischio.

La distanza del sottostante dalla barriera Knock-Out rappresenta un vero e proprio parametro per valutare il rischio di un Turbo Certificate: più è lontana la Barriera Knock-Out, minore sarà la probabilità che la barriera venga toccata, quindi minore sarà la probabilità di perdere, minore sarà la rischiosità del prodotto e quindi il suo rendimento.

La distanza tra il valore attuale del sottostante e lo Strike ci indica la rischiosità del prodotto. Da tale distanza si calcola la leva del prodotto. Man mano che il sottostante si avvicina alla barriera Knock-Out, il prezzo del Certificato diminuisce e la leva aumenta. Aumenta quindi la rischiosità del prodotto.

La leva del Turbo dipende da parametri fissi e predeterminati (parità e tasso di cambio) e da parametri in movimento (prezzo del sottostante e prezzo del Certificato).

Di conseguenza, al variare del prezzo del sottostante, la leva è dinamica, ossia si muove nel tempo.

Tuttavia, nel momento in cui acquistiamo, la Leva del Turbo si “fissa”:

– se compro un Certificato molto vicino alla barriera fisserò una leva molto alta (e il prodotto sarà molto rischioso)

– se compro un Certificato molto lontano dalla barriera fisserò una leva più bassa (e il prodotto sarà meno rischioso).

La leva è quindi fissa da quando acquistiamo il Turbo fino a quando lo rivendiamo.

Per questa ragione i Turbo Certificate sono adatti a strategie speculative o di copertura impostate su più giornate di negoziazione (multi-day).

Il prezzo di mercato del Turbo non coincide con il suo prezzo teorico. La differenza è data infatti dal costo di emissione caricato dall’emittente che può aumentare e diminuire nel tempo sulla base di tre parametri:

  • premio per il “rischio gap”: è un costo che remunera la possibilità che il sottostante apra ad un prezzo distante dal suo prezzo di chiusura (gap-up e gap-down);
  • tassi di interesse;
  • eventuali dividendi distribuiti dal sottostante.

Il rischio gap pesa negativamente sia sul Turbo Long che sul Turbo Short: è un premio per il rischio che aumenta il costo di emissione per l’investitore.

I tassi di interesse e i dividendi hanno invece un impatto diverso a seconda della direzione del prodotto. In particolare, un aumento dei tassi di interesse, aumenta il prezzo del Turbo Certificate Long e diminuisce il prezzo del Turbo Certificate Short. Al contrario, un aumento dei dividendi, diminuisce il prezzo del Turbo Certificate Long e aumenta il prezzo del Turbo Certificate Short.

L’emittente non mostra all’investitore quale percentuale del costo di emissione è assegnata ad ognuna delle tre voci. Il costo di emissione si può semplicemente dedurre nel suo insieme dalla differenza tra il prezzo di mercato e il prezzo teorico.

È importante notare che il costo di emissione non è fisso ma variabile: varia durante la vita del prodotto e può essere più alto durante fasi di forte volatilità e incertezza.

I turbo della tipologia open-end funzionano esattamente come i turbo certificate closed-end. Sia il prezzo teorico che la leva variabile si calcola allo stesso modo. Anche i Turbo open-end presentano una barriera knock-out che se toccata determina la perdita dell’intero capitale investito. La barriera anche in questo caso coincide con lo strike, tuttavia, a differenza dei turbo certificate closed-end, strike e barriera non sono fissi. Si ha il cosiddetto meccanismo di restrikingsecondo cui lo strike e quindi la barriera vengono rivisti giornalmente, sulla base del costo di finanziamento, come accade per i Mini-Future.

Nei Certificati Turbo open-end, lo Strike e la barriera aumentano con il passare dei giorni, sui Turbo Certificate Long, e diminuiscono sul Turbo Certificate Short. Dunque con il passare del tempo aumenta leggermente la rischiosità del prodotto.

Questo implica che se si vuole investire per un periodo di tempo più significativo sui Turbo Certificate open-end, bisognerà tenere in considerazione il meccanismo di restriking e puntare su strumenti con barriera knock-out leggermente più distante rispetto al caso in cui si fosse investito il capitale su un Turbo Certificate closed-end.

Quindi da un lato i Turbo Certificate Open-end sono meno intuitivi, perché ovviamente lo Strike, dal quale si calcola il prezzo del Certificato e il valore di leva varia ogni giorno. Quindi l’investitore, per calcolare il prezzo teorico del Turbo Certificate Open-end e valutarne il prezzo di mercato, deve aggiornare ogni giorno il valore di Strike. Questo calcolo può risultare un po’ macchinoso e scoraggiarne l’utilizzo. Tuttavia, allo stesso tempo, sono strumenti più duttili perché possono essere utilizzati per periodi di tempo più lunghi rispetto ai Turbo closed-end che generalmente hanno scadenze non superiori ad un anno.

In linea generale, se si vuole investire a fini speculativi o di copertura su più giornate di negoziazione, ci si può orientare verso i certificati Turbo closed-end (e Mini-Future) poichè sono i prodotti più efficienti se l’investimento termina prima della scadenza del prodotto. I Turbo open-end sono invece lo strumento più efficiente se l’investimento è di più lungo periodo.

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