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Il mondo degli algoritmi

Il mondo degli algoritmi

Ad oggi circa il 60-75% degli scambi nei mercati americani è effettuato da algoritmi. Essere consapevoli di questa statistica e capirne le implicazioni non é scontato: nel nostro inconscio è radicata la convinzione che quando compriamo o vendiamo uno strumento finanziario lo facciamo contro altre persone, altri investitori che hanno una view opposta alla nostra sullo stesso strumento, siamo convinti che i movimenti di mercato siano effettuati da persone fisiche e che che tali decisioni siano prese dalle persone stesse ma, purtroppo, non é esattamente così, nella maggior parte dei casi siamo contro un algoritmo.

L’algoritmo viene generalmente descritto come “procedimento di risoluzione di un problema“. I problemi sono caratterizzati da dati di ingresso (input), le cosiddette variabili, su cui l’algoritmo opera per giungere alla soluzione (output).

Gli algoritmi finanziari utilizzati da investitori privati ed istituzionali sono codifiche software a cui si comanda di effettuare delle operazioni sugli strumenti dei mercati finanziari. Questi algoritmi sono programmati da esperti informatici sulla base degli input dati da trader esperti o direttamente dai trader dotati di competenze informatiche. Ci vogliono anni per costruire algoritmi operativi e generalmente team di persone competenti sia nell’ambito tecnico-informatico che finanziario.

Il mondo finanziario è stato studiato profondamente da bravissimi analisti, ricercatori e operatori professionisti, nomi storici che ci hanno fornito nel tempo le basi, utilizzate fino ai giorni nostri, per operare: l’analisi tecnica, l’analisi fondamentale, l’analisi volumetrica, ciclica, oscillatori, indicatori etc.

Ora queste basi possono essere considerate degli ingredienti singoli, atti a comporre la ricetta che volete ottenere, ed il risultato del mix di questi ingredienti è il vostro software algoritmico.

Potete programmare dicendo al software “compra un determinato strumento se la candela giornaliera di oggi, supera il massimo della candela precedente” o qualsiasi altra istruzione piú o meno complessa. Naturalmente questo è un esempio basico ed è solo un granello di sabbia in confronto alla spiaggia degli algoritmi moderni, che vengono a costare milioni di dollari! Infatti gli algoritmi moderni presentano innumerevoli istruzioni, connesse tra loro, nella logica informatica del “what-if”, costruiti e stratificati con anni e anni di codice.

Immergiamoci ora nella realtà per capire come gli algoritmi impattano sulla nostra operatività.

Gli algoritmi analizzano in tempo reale molte variabili di mercato, tra cui volatilità, fondamentali, presenza di contratti sul book, scambi sul time and sales, correlazione istantanea con altri strumenti simili ed analisi dei loro book, in parti di analisi tecnica, volumetrica, ciclica, e di tutti gli strumenti a disposizione, il tutto in tempo quasi reale, e in pochi millesimi di secondo e operano sulla base della lettura di quelle variabili. Ecco perché costano milioni di dollari, e perché i loro server sono messi il più vicino possibile ai server della borsa su cui operano.

Gli algoritmi dei grandi investitori vengono organizzati in blocchi di utilità a seconda delle fasi di mercato, a volte si intercambiano automaticamente, a volte richiedono la decisione umana per l’attivazione. Sono sottoposti anche a una valutazione oggettiva o soggettiva effettuata da persone che lavorano nelle grandi Banche d’affari, hedge fund etc. La cosa interessante è che spesso gli algoritmi operano in modo simile, proprio perchè vengono concepiti nello stesso momento storico e con le stesse regole di mercato, quindi in alcuni casi tendono ad operare in modo sincrono, generando forti movimenti di mercato e creando, talvolta, una sorta di “profezia che si autoavvera”. Anche perchè gli algoritmi spesso muovono grandi masse, in grado di modificare il corso di un’azione in pochi secondi.

Qui viene il bello: l’essenza degli algoritmi è creata da persone che hanno le nostre stesse informazioni, sia di analisi e di fondamento che di notizie. Sono più veloci, più potenti ed analizzano queste molteplici variabili in tempo reale contemporaneamente, cosa che nessun Trader retail umano è in grado di fare.

La domanda è, la nostra operatività di trader, qualunque essa sia, può competere ed essere profittevole contro quello che ormai mi piace definire lo SkyNet? O forse pensate che è troppo potente ed impossibile da battere?

La risposta alla quale sono arrivato dopo anni di esperienza è che questi algoritmi possono essere battuti, la chiara dimostrazione è che esistono trader retail profittevoli e non solo HFTs profittevoli. A mio parere, il segreto è che bisogna avere una vasta conoscenza di tutti gli strumenti che utilizzano gli algoritmi e di come vengono utilizzati e cercare di capire in tempo reale se e quali HFTs sono attivi ed operativi nel momento in cui si opera. Non è facile ma non è neanche impossibile.

Ricordate che 100€ di guadagno di un Trader serio sono fatti da 300€ di guadagno e 200€ di perdite. Ricordate che quando effettuate un’analisi semplice e scontata, l’algoritmo lo sa prima di voi e vi viene contro e lui guadagna dove voi perdete. Bisogna ragionare con una mentalità nuova durante le scelte operative, adatta agli attori che oggi sono sul mercato, ovvero gli algoritmi.

La brutta notizia è che adesso SkyNet sta diventando più forte e siamo ancora agli inizi, ma questi algoritmi si stanno unendo all’intelligenza artificiale, che analizza anche lei in tempo reale milioni di punti dati online (Big Data) per aiutare l’algoritmo a prendere la decisione giusta e basata sui dati del momento.

Adesso sapete che quando fate Click dall’altra parte c’è… SkyNet!

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