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Settore Lusso: 4 Certificati di investimento difensivi

Settore Lusso: 4 Certificati di investimento difensivi

Dopo aver parlato del settore “auto di lusso”, in molti mi avete chiesto di analizzare i certificati sulle azioni legate al settore lusso più in generale (abbigliamento, gioielleria etc.). Prima di analizzare i certificati più interessanti, è opportuno approfondirne il settore.

Inflazione e recessione: quale futuro per il settore del lusso?

In un contesto di recessione ed elevata inflazione i consumatori sono più “poveri” perchè da un lato spendono di più per mantenere il medesimo stile di vita (a causa dell’inflazione) e dall’altro hanno in media meno entrate (a causa della recessione). Al momento si è già creato il cosiddetto inflation inequality ossia le fasce di popolazione con reddito più basso risentono di più dell’inflazione rispetto alle fasce di popolazione con reddito più alto perchè la spesa per l’acquisto dei beni primari è più elevata a livello percentuale rispetto al loro reddito. Il fenomeno è stato dimostrato anche dai dati finanziari negativi di società come Walmart, Gap, Best Buy, in contrasto con le trimestrali positive dei brand di lusso.

Il consumatore appartenente ad una fascia “media” di reddito viene colpito dall’aumento dei prezzi di beni e servizi e in generale dai minori guadagni dati dalla contrazione economica. Generalmente si pensa che questo contesto lo porti a spendere sempre meno in beni e servizi di lusso perchè percepiti come non necessari ed è probabilmente un ragionamento corretto per la fascia di popolazione con un reddito “medio-basso” ma potrebbe applicarsi meno sulla fascia “medio-alta” in quanto possedere oggetti di lusso è uno status symbol, elemento sempre più importante nel contesto sociale attuale e questo potrebbe rappresentare una forza per i brand che puntano ad un consumatore di una fascia “medio-alta”. Tra l’altro la fascia “medio-alta” secondo l’opinione del Luxury Institute, che costituisce l’80% della clientela dei brand di lusso pesa per il 30% delle vendite.

La maggior parte dei brand di lusso guadagna infatti dalla clientela “ultra-wealthy” o “very-wealthy“, che rappresenta il 20% della clientela totale. Questo tipo di clientela rende il settore molto resiliente ma non immune alla recessione, infatti in passato a causa di una contrazione delle vendite si è avuto un forte surplus di magazzino delle società del lusso e il settore è riuscito a riprendersi solo grazie alla crescita delle vendite sul mercato cinese.

In questo momento, tuttavia, la recessione potrebbe essere gestita in maniera più efficiente: l’e-commerce permette una migliore gestione delle vendite, i magazzini sono sempre più ridotti e la crescita del mercato cinese rimane forte nonostante le condizioni di mercato non ottimali.

Ovviamente se cerchiamo un investimento più difensivo potremmo orientarci sulle società che possiedono brand che targetizzano le fasce più abbienti della popolazione perchè probabilmente saranno meno colpiti dagli effetti dell’attuale contesto economico e finanziario.

Per questa ragione è importante individuare il posizionamento dei brand che compongono le diverse società e provarne ad individuare l’impatto sul fatturato in un futuro caratterizzato da inflazione e recessione.

Di seguito vediamo i brand di lusso di maggior valore del 2021:

Sicuramente tra le società posizionate meglio in termini di brand awareness sulla fascia di clienti a reddito più elevato troviamo:

  • Louis Vuitton, che possiede tra l’altro i marchi di moda Christian Dior, Bulgari, DKNY, Fendi, Céline, Guerlain, Marc Jacobs, Givenchy, Kenzo, Loro Piana, Emilio Pucci e Louis Vuitton, Tiffany & Co., nonchè marchi di vini e liquori come Moët & Chandon, Veuve Clicquot, Hennessy e di make-up come Sephora. 
  • Hermes, proprietario di uno dei marchi di maggior valore al mondo.
  • Kering (che possiede i marchi Gucci, Yves Saint Laurent, Balenciaga, Alexander McQueen, Bottega Veneta) – Gucci risulta essere il brand di lusso più popolare online del 2022 secondo uno studio di Luxe Digital.
  • Richemont, specializzata nel mondo dell’orologieria e gioielleria con i marchi Cartier, Van Cleef e Montblanc.

Capri Holdings è una delle società posizionate sia sulla fascia alta (con i brand Versace e Jimmy Choo) sia sulla fascia “media” (con il brand Michael Kors). Il brand che pesa di più sulle revenues è quello di Michael Kors, che tuttavia ha dimostrato una crescita netta interessante alle ultime trimestrali. Se da un lato l’esposizione alla fascia “media” è significativa, dall’altro i brand Versace e Jimmy Choo hanno registrato una crescita a doppia cifra (rispettivamente +14.6% e +21.1% rispetto all’anno precedente, all’ultima trimestrale), dimostrando le ottime capacità di posizionamento dei brand che sono sempre più apprezzati nel mondo asiatico, target market di importanza strategica per il settore lusso. Difatti quasi il 40% del mercato del lusso è dominato dall’Asia:

Certificati difensivi sul settore del lusso

Di seguito analizziamo quattro certificati con premio mensile sul settore lusso con worst-of Kering e Richemont. Si tratta di certificati su basket settoriali difensivi, selezionati tramite una ricerca targetizzata tramite CedLab PRO su cui ho impostato filtri specifici:

  • Obiettivo: entrata periodica;
  • Certificati difensivi: ho eliminato tutti i certificati con barriere di protezione del capitale troppo aggressive o in bid-only;
  • Brand forti: ho filtrato per sottostante, focalizzandomi solo sulle società proprietarie di brand di lusso con un posizionamento strategico sulla clientela di fascia alta;
  • No auto: ho eliminato i basket multisettoriali e quelli contenenti azioni del settore auto. Personalmente prediligo separare le azioni appartenenti al settore automotive da quelle appartenente al settore lusso dell’abbigliamento, gioielleria e simili, in quanto tendono a seguire dinamiche diverse e per questa ragione potrebbero presentare un maggiore rischio dato dalla minore correlazione delle azioni in corrispondenza di eventi che impattano sul settore (eventi legati a problemi di produzione o alla catena di approvvigionamento, cambiamenti nelle abitudini dei consumatori etc.).
  • Priorità a frequenza premio elevata, scadenza vicina, autocall discendente. Mentre sulle società che puntano ad una clientela di fascia alta (come Hermes, Kering, Richemont, LVMH) la scadenza del certificato potrebbe non essere rilevante perchè tali società sono tendenzialmente resilienti, per le società che puntano ad una clientela di fascia media (come Capri Holdings ma anche Ferragamo) la scadenza del certificato è abbastanza rilevante: maggiore è la scadenza maggiore potrebbe essere l’impatto della recessione ed inflazione sui consumi e sulle spese della clientela target e di conseguenza sulle vendite di tali società, per questo mi sono concentrata su certificati con scadenza più breve (o autocall più profonda) e date di valutazione mensili.

Di seguito la selezione:

  • DE000VV1A6S4: Memory Cash Collect di Vontobel su Apple, Richemont, Hermes, LVMH Louis Vuitton. Barriera premio e capitale al 50%, barriera autocall fissa al 100%. Premio mensile di 0.58 euro (6.96% p.a.). Scadenza: aprile 2025. Si acquista a 98 euro. Il worst-of è Richemont a -6%, Apple è vicino allo strike, LVMH ed Hermes sono sopra strike. Ai valori attuali arriva a scadenza con rendimento annualizzato dell’8.1%.
  • IT0005491342: Memory Cash Collect di Mediobanca su Hermes, Kering, LVMH Louis Vuitton. Barriera premio al 60%, barriera capitale al 50%. La barriera autocall è leggermente discendente dal 100% al 90%. Premio mensile di 0.68 euro (8.16% p.a.). Le prossime due cedole sono incondizionate, a partire da novembre la cedola è condizionata. Scadenza: aprile 2024. Si acquista a 1002.8 euro. Il worst-of è Kering a +0.2%. Ai valori attuali va in autocall il 14/10/22 rimborsando 1013.6 euro. Il rendimento residuo (1.1% – 7.7% annualizzato) lo rende meno interessante ai valori attuali ma potrebbe diventare più interessante nel caso di discesa dei sottostanti.
  • XS2394960244: Memory Cash Collect di Societe Generale su Capri Holdings, Kering, LVMH Louis Vuitton. Barriera premio al 60%, barriera capitale al 50%. La barriera autocall è leggermente discendente dal 100% all’80%. Premio mensile di 1.16 euro (13.92% p.a.). Le prossime quattro cedole sono incondizionate, a partire da gennaio la cedola è condizionata con barriera al 60%. Scadenza: giugno 2025. Si acquista a 1010.7 euro. Il worst-of è Kering a +8.8%. Ai valori attuali va in autocall il 14/12/22 rimborsando 1013.6 euro. Il certificato è molto interessante per chi vuole puntare all’autocall (rendimento assoluto del 4.3%, 14% annualizzato).
  • XS2409669723: Fixed Cash Collect di Barclays su Capri Holdings, Kering, Richemont, Hermes. La barriera di protezione del capitale è posta al 50% dagli strike, la barriera autocall è leggermente discendente (dal 100% al 92%). La scadenza è ad un anno (agosto 2023). L’autocall è possibile da novembre 2022, il prossimo premio è il 6 settembre. Il certificato paga un premio incondizionato di 1.07 al mese (12.84% p.a.). Il worst-of è Kering a -1.66%, gli altri sottostanti sono tutti sopra strike. Ai valori attuali, grazie all’autocall discendente, il certificato andrebbe in autocall a gennaio 2023, pagando 5 premi, per un rendimento assoluto del 5.2%, 14% annualizzato.

Il rendimento annualizzato di XS2394960244 e XS2409669723 è praticamente identico ma il XS2394960244 ha il vantaggio di avere tutti i sottostanti sopra strike e quindi essere vicino all’autocall nonchè di avere un premio leggermente maggiore (1.16 al mese contro 1.07), mentre il XS2409669723 ha il vantaggio di avere una scadenza più vicina ma soprattutto il premio incondizionato fino a scadenza (contro un premio incondizionato solo per qualche mese e poi condizionato con barriera al 60%), elemento che lo rende più resiliente nel caso di discesa dei sottostanti. Il XS2394960244 è più adatto in caso di view rialzista di breve, il XS2409669723 è più adatto per chi ha una view laterale o leggermente ribassista.

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