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Su e Giù

La prima settimana di marzo chiude con tutti i listini principali leggermente positivi ad eccezione del Nasdaq100 che, malgrado il buon recupero di venerdì (+1,6%), rimane negativo nella settimana (-1,9%).

L’attuale moda dei mercati è quella di “sorvegliare” il rendimento delle obbligazioni prendendo come parametro di riferimento il US 10Y T-Note. La paura è che si vada verso un sell-off del mercato obbligazionario. Il conseguente ampliamento dei rendimenti delle obbligazioni renderebbe meno attraente il mercato azionario, in particolare quello tecnologico e delle utilities.

Volatilità in aumento

L’aumento della volatilità sui mercati azionari e l’attuale nervosismo sono quindi le conseguenze della paura suaccennata. Gli ultimi anni ci hanno insegnato come i mercati siano interessati alla liquidità, o fornita dalle Banche centrali, o dai Governi tramite le politiche fiscali. Ogni notizia o dato macroeconomico sensibile ad una variazione della liquidità del sistema si ripercuote quindi inevitabilmente sui valori degli asset quotati.

Il recente 4 marzo, il Presidente Fed Powell, parlando al Jobs Summit del Wall Street Journal, pur ammettendo un rischio di potenziale inflazione, si è affrettato ad aggiungere che qualsiasi aumento dei prezzi nel breve periodo sarà transitorio. Ha cercato inoltre di tranquillizzare gli investitori per il timore di un’inflazione in forte aumento, che potrebbe spingere la Fed ad alzare i tassi d’interesse prima del previsto. Durante questa audizione Powell non ha accennato ad un eventuale impegno da parte della Fed ad agire sulla manutenzione della curva dei tassi: il mercato ha accolto male la cosa.

A mio parere il Presidente Fed ha fatto bene a mantenere questa freccia nella faretra. Ci sarà modo e tempo per giocarsi questa possibilità in maniera più efficace.

Dati “non-farm payrolls

La prima reazione dei mercati al dato “non-farm payrolls”, reso noto questo venerdì, un dato bello (+379mila buste paga), in deciso miglioramento rispetto a quello di gennaio (+166mila) ed anche delle aspettative (+182mila), ha generato il nuovo massimo (da oltre un anno) del rendimento del decennale USA (+1,613%).

Le borse USA dapprima sono quasi crollate, con il Nasdaq100 fino a 12208 e S&P a 3730, per poi riprendersi e chiudere ampiamente positive, accogliendo quindi bene il dato, ma, constatando nel contempo un ripresina dei corsi dei valori obbligazionari (e quindi una lieve moderazione dei rendimenti).

Inflazione

Alla luce di quello che è successo e delle reazioni scomposte dei mercati, possiamo supporre che ancora i mercati non temano l’inflazione, anzi, potrebbero tollerarla se questa fosse il dazio da pagare a fronte di una strutturale ripresa della domanda aggregata.

I mercati sono invece impauriti del fatto che le obbligazioni siano vendute senza che ci sia un processo inflazionistico conclamato, ma solo temuto. Jerome Powell non ha voluto scientemente sprecare le sue munizioni perché conscio di attivarle solo se sarà necessario e dopo aver constatato l’evidenza empirica dei numeri.

L’Oro

L’andamento sottotono dell’oro evidenzia una situazione di rendimenti reali in aumento, ma di inflazione ancora sotto controllo. Isabel Schnabel, membro del Comitato esecutivo della Banca centrale europea, ha detto durante un discorso a Londra tenutosi il 27 febbraio: ”i tassi di inflazione attuali e attesi rimangono ostinatamente al di sotto dell’obiettivo, nonostante anni di eccezionale sostegno della politica monetaria. Le deboli pressioni sui prezzi hanno suscitato un diffuso scetticismo sulla capacità della politica monetaria di riportare l’inflazione al target.

Sebbene sia ampiamente accettato che le banche centrali non possano regolare l’inflazione a breve termine, alcune ora dubitano persino della loro capacità di raggiungere il loro obiettivo a medio termine”. C’è quindi chi si preoccupa per l’inflazione perché arriverà, e chi si preoccupa per l’inflazione perché ancora non arriva!

Quando si avrà l’inflazione negli States, i riflettori saranno puntati sulla capacità che avrà la FED di contenere il rendimento delle obbligazioni in momenti in cui ce ne sarà davvero bisogno: sarà quella la prova del fuoco! Jay ha fatto bene a risparmiare la freccia!

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