Il Diario del Trading di Luca Padovan – settimana 21-25 giugno

Finalmente dopo settimane monocolore l’ottava appena conclusa ha dato una bella scossa alle quotazioni di quasi tutte le asset class da investimento.

La miccia è stata accesa mercoledì sera dalle pubblicazioni dei verbali FOMC e dalla successiva conferenza stampa che ha fatto presagire un innalzamento dei tassi d’interesse USA prima del tempo, forse già sul finire 2022 o 1Q2023, in anticipo rispetto a quanto universalmente ritenuto probabile.

Il primo a correre è stato il dollaro americano che ha iniziato una veloce ripresa nei confronti delle principali valute e in 48 ore è passato da 1,21500 a 1,18500 contro l’euro; un movimento che non si vede tutti i giorni, specialmente su questo cross valutario.

L’oro non è stato a guardare e anche il metallo prezioso ha perso circa 100 punti in due giorni passando da circa 1860$ l’oncia a 1760$ l’oncia. Personalmente sono rialzista di lungo periodo e vedo questi livelli come ottimi punti di entrata per investimenti pazienti e di lungo periodo. Credo che l’inflazione non sarà un fenomeno passeggero e proprio per questo motivo vedo nell’oro e in altre materie prime un buon investimento che se comprato ai giusti prezzi può offrire un’ottima resa in ottica d’investimento. 

Se aggiungiamo all’equazione la variabile di una, ad oggi poco probabile, crisi futura abbiamo nell’oro un ottimo asset da detenere nel prossimo periodo.

I mercati azionari hanno messo la retromarcia. Nulla fa paura al mercato in questo decennio più del mancato supporto di banche centrali accomodati e politiche espansive. Il solo accenno di innalzamento dei tassi ha fatto cedere tra il 2 e il 4% in un paio di giorni i principali listini.

Unica eccezione il Nasdaq che è arretrato di poco, dopo aver conseguito l’ennesimo record storico a quota 14.217.

Spesso quando tutto va bene, come nel mercato azionario degli ultimi 12 mesi, ci si dimentica che un agente imprevisto può cambiare totalmente lo scenario futuro. Quello che abbiamo visto è nulla in confronto allo storno che i mercati avrebbero se circolasse veramente l’idea di uno stop di FED e BCE. Al momento non lo vedo come lo scenario futuro più probabile ma senz’altro è un’ipotesi che va tenuta in considerazione quando si costruiscono strategie di trading e non si può procedere solo con un’idea ma bisogna avanzare sapendo che in qualsiasi momento potrebbe succedere qualcosa che fa cambiare direzione al vento.

Analizzando la mia operatività rispetto alle idee prese lo scorso weekend:

  • - Lo short su EurUsd è andato oltre il target in quanto ho seguito in diretta la forte discesa del cross e spostato il take profit di mezza figura a circa 1,20000. Nelle ultime ore della settimana ho addirittura provato una leggera prova di rimbalzo a 1,19000 che ha portato una piccola perdita visto che il cambio ha chiuso venerdì sera a circa 1,18600.
  • - Short Nasdaq100: weekly position andata in stop a 14.150, prima che l’indice stornasse purtroppo, mentre gli short in apertura sono stati profittevoli 4 giorni su 5, unico giorno negativo il giovedì.
  • - Long Bitcoin in profitto, senza prendere il target a 44k ho chiuso l’operazione con uno stop in profitto a 40.000$ dopo che il prezzo aveva superato i 41.000 prima di rintracciare.

Per la settimana entrante:

  • - long Gold da 1750 con posizione settimanale, target a 1850 e stop a 1730.
  • - Long Bitcoin da 35k e poi da 32k con target 44k
  • - Short Nasdaq100 da 14.000, stop 14150 e target 13550, oltre allo scalping short in apertura.

Buon trading a tutti!

Condividi su

Informazioni sull'autore

Ti è piaciuto l'articolo ?

Non perderti neanche un contenuto, iscriviti subito alla newsletter gratuita di FreeFinance!

ISCRIVITI SUBITO