Il Diario del Trading di Luca Padovan – settimana 7-11 giugno

L’ottimismo sui mercati finanziari e la modalità RISK ON hanno perdurato anche per la prima settimana di giugno. La volatilità sugli indici azionari è andata in diminuzione nel corso di tutta la settimana mentre gli indici europei segnavano giorno dopo giorno record storici, come il DAX, o record di periodo, come il nostro FTSE-MIB, non meno degni di nota.

Oltre oceano abbiamo assistito, nella giornata tra giovedì e venerdì, alla riconferma del trend in atto nell’ultimo periodo: all’uscita di dati inferiori alle attese i listini, specialmente il NASDAQ, reagiscono con un forte e deciso sprint al rialzo. Durante tutta la giornata di venerdì, giorno d’uscita dei dati sull’occupazione americana, il future dell’indice tecnologico è stato inesorabilmente puntato al rialzo senza nemmeno un momento di respiro ed ha chiuso la giornata e la settimana sul massimo; una tragedia per chi aveva deciso di posizionarsi short.

Il dato sull’occupazione non è stato negativo, oltre mezzo milione di nuovi posti di lavoro sono ovviamente qualcosa di positivo, ma è stato inferiore alle attese e questo è bastato agli operatori di mercato per scommettere nuovamente su un perdurare indefinito delle politiche ultra accomodanti di FED e Governo

Non preoccupano più i vecchi timori, inflazione in primis, e si guarda ad un futuro dove non è ancora stata scritta la data di scadenza di questa fase di politica monetaria.

Rimanendo in tema USA e Nasdaq mi sorge spontanea una riflessione che troverà risposte certe nel breve periodo, ovvero tutto il tema legato alla “Minimun Tax” e a nuovi sistemi di calcolo per le tasse dei giganti Tech. In questi giorni è in atto il G7 dei ministri dell’economia a Londra, tra una decina di giorni ci sarà quello dei capi di stato e di governo e a luglio il G20 a Venezia, il cui tema centrale sarà l’accordo sull’idea di minimum tax proposta da Joe Biden e l’attacco ai colossi Tech da parte dei principali stati europei. I grandi gruppi Tech, che pesano per il circa il 50% della capitalizzazione del Nasdaq100, sottraggono al fisco dei principali paesi europei centinaia di miliardi di euro in ricavi spostando nei paesi a fiscalità agevolata la sede legale o la distribuzione di profitti e royalty. Tendo a credere che un attacco duro e serrato da parte dei leader del Vecchio Continente con alla Casa Bianca un inquilino più aperto al dialogo e pro tasse di Donald Trump possa essere un vero rischio per i colossi del web e credo che questo vada direttamente a colpire la loro redditività nel prossimo futuro.

Per ora il mercato non prezza questa mia visione, sarà interessante vedere come si muoveranno i prezzi interessati durante le trattative diplomatiche delle prossime settimane.

Guardando in casa nostra il Ftse-Mib resta forte sopra 25.000 punti, soglia psicologica importante, con i bancari tonici e Intesa Sanpaolo che è pronta per toccare i 2,5€ ad azione.

Guardando ai tassi d’intesse dei principali titoli di stato negli ultimi giorni c’è stato un dietro-front e i tassi sono tornati a scendere, specialmente in Europa, e anche per il T-Note americano resta stabile il rendimento sotto la soglia di 1,60%.

Nel mercato valutario troviamo un dollaro USA sempre debole nel medio periodo rispetto alle principali valute e un Dollar index adagiato sui 90 punti, livello mediamente basso, anche se nell’ultima ottava USD ha dato segni di forza migliorando la propria posizione nei confronti di Euro, GBP e Yen. Finché la politica monetaria americana rimarrà quella attuale e la propensione al rischio elevata sarà difficile vedere un recupero forte del Dollaro americano la cui debolezza, tra le altre cose, rende più “dolce” l’innalzamento dei prezzi delle materie prime che, ricordo per chi non lo sapesse, esprimono il proprio prezzo in Dollari.

Entrando nel vivo della mia operatività andiamo a vedere come sono andate le posizioni che avevo deciso di prendere lo scorso weekend:

  • Short EurUsd: quasi a target, ho chiuso con una figura di profitto avendo messo uno stop in profit a 1,21300 quando il prezzo aveva quasi toccato il target di 1,21000. Ottimo guadagno, aspettavo questo movimento da qualche settimana.
  • Short Dax in apertura: nonostante il Dax abbia chiuso la settimana sul massimo storico lo short in apertura mi ha portato 4 profitti su 5 giornate (tutte tranne martedì). Questo fa ben capire come un trader riesca a guadagnare anche quando non indovina esattamente il trend di fondo ma opta comunque per strategie e tecniche profittevoli in situazioni diverse di mercato.
  • Short Dax weekly: operazione in perdita, circa 150 punti di indice. Per fortuna anche se ha chiuso sui massimi il Dax non ha corso molto questa settimana, circa una variazione del 1%. Utilizzando size ridotte nelle operazioni infra-settimanali sono riuscito a contenere la perdita.
  • Long Bitcoin: chiuso sotto 40k il primo long a 36k e ricomprato nel crollo di sabato mattina 05.06.2021 allo stesso prezzo. Operazione chiusa in profit e la seconda long da 38k ancora aperta.

In generale una settimana profittevole grazie allo scalpino sul Dax e all’operazione su EurUsd

Per la settimana del 7 Giugno 2021 ho analizzato i mercati e deciso quanto segue:

  • Short EurUsd: continuo la view short ma da un prezzo più alto a 1,22000 con stop loss a 1,22600 e target a 1,20600
  • Short Nasdaq: scalping in apertura e weekly, anche in relazione all’analisi fatta precedentemente
  • Long Bitcoin: due operazioni già in essere a 36k e 38k, target 44k e altri due buy limit a 30,5k e 33,5k.

Buon trading a tutti!!

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