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USA: NFP oltre le attese a marzo

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Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia

I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz , con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito.
L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali.
L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%.
Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti.
Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli.
Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto.
I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio , incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%.
Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato.
L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160.
Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia

I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz , con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito.
L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali.
L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%.
Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti.
Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli.
Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto.
I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio , incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%.
Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato.
L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160.
Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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Logan (Fed): guerra in Iran complica il lavoro della Banca centrale

Lorie Logan, Presidente della Fed di Dallas, ha detto che la guerra in Iran sta aumentando i rischi di un aumento dell’inflazione e del mercato del lavoro .
Tutto questo ha reso il lavoro della Banca centrale più complesso, aumentando i rischi per entrambi i lati del mandato.
Gli effetti potrebbero essere moderati nel caso in cui il conflitto si risolvesse e se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto.
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Lorie Logan, Presidente della Fed di Dallas, ha detto che la guerra in Iran sta aumentando i rischi di un aumento dell’inflazione e del mercato del lavoro .
Tutto questo ha reso il lavoro della Banca centrale più complesso, aumentando i rischi per entrambi i lati del mandato.
Gli effetti potrebbero essere moderati nel caso in cui il conflitto si risolvesse e se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto.
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USA: richieste di sussidi verso i minimi a 2 anni

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Dichiarazioni Panetta e Simkus (BCE) su guerra in Iran e politica monetaria

Fabio Panetta, Presidente di Bankitalia, ha detto che i danni causati dalla guerra in Iran continueranno ad avere un impatto negativo sull’economia anche se le ostilità dovessero cessare a breve .
Per come stanno le cose, lo scenario base della BCE per l’Eurozona potrebbe non essere più valido.
Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ritiene che sia ancora troppo presto per sapere cosa farà l’Eurotower nel meeting di aprile .
Si sta notando un aumento delle aspettative di inflazione, anche se non si dovrebbe dare troppo peso al dato per ora.
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Fabio Panetta, Presidente di Bankitalia, ha detto che i danni causati dalla guerra in Iran continueranno ad avere un impatto negativo sull’economia anche se le ostilità dovessero cessare a breve .
Per come stanno le cose, lo scenario base della BCE per l’Eurozona potrebbe non essere più valido.
Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ritiene che sia ancora troppo presto per sapere cosa farà l’Eurotower nel meeting di aprile .
Si sta notando un aumento delle aspettative di inflazione, anche se non si dovrebbe dare troppo peso al dato per ora.
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Iran: Trump non rassicura, mercati in risk-off

I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
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Iran: Trump non rassicura, mercati in risk-off

I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
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Musalem (Fed): tassi a livelli appropriati, per ora

Il presidente della Fed di St.
Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che i rischi stanno aumentando per l’inflazione e per il mercato del lavoro , sottolineando come la politica monetaria sia attualmente ben posizionata ma pronta ad adattarsi in entrambe le direzioni.
Il riferimento è in particolare allo shock energetico legato al conflitto in Iran, che sta complicando il quadro macro.
Lo scenario base resta quello di una crescita prossima al potenziale, con un mercato del lavoro stabile e un’inflazione in graduale rientro verso il 2% entro fine anno.
Tuttavia, Musalem ha riconosciuto che la probabilità che ciò avvenga si è ridotta dall’inizio del conflitto , con una revisione al ribasso delle stime di crescita e un leggero aumento delle aspettative sull’inflazione.
Un indebolimento del mercato del lavoro o un calo dell’inflazione potrebbero giustificare un allentamento, mentre un rialzo persistente dei prezzi o delle aspettative a medio-lungo termine potrebbe richiedere un inasprimento.
Per il componente del board della Fed, mantenere le aspettative ancorate richiedeuno sforzo continuo, soprattutto in un contesto segnato da ripetuti shock di offerta negli ultimi anni.
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Musalem (Fed): tassi a livelli appropriati, per ora

Il presidente della Fed di St.
Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che i rischi stanno aumentando per l’inflazione e per il mercato del lavoro , sottolineando come la politica monetaria sia attualmente ben posizionata ma pronta ad adattarsi in entrambe le direzioni.
Il riferimento è in particolare allo shock energetico legato al conflitto in Iran, che sta complicando il quadro macro.
Lo scenario base resta quello di una crescita prossima al potenziale, con un mercato del lavoro stabile e un’inflazione in graduale rientro verso il 2% entro fine anno.
Tuttavia, Musalem ha riconosciuto che la probabilità che ciò avvenga si è ridotta dall’inizio del conflitto , con una revisione al ribasso delle stime di crescita e un leggero aumento delle aspettative sull’inflazione.
Un indebolimento del mercato del lavoro o un calo dell’inflazione potrebbero giustificare un allentamento, mentre un rialzo persistente dei prezzi o delle aspettative a medio-lungo termine potrebbe richiedere un inasprimento.
Per il componente del board della Fed, mantenere le aspettative ancorate richiedeuno sforzo continuo, soprattutto in un contesto segnato da ripetuti shock di offerta negli ultimi anni.
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USA: ISM manifatturiero supera le attese a marzo

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USA: occupazione ADP sopra le stime a marzo

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USA: occupazione ADP sopra le stime a marzo

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USA: vendite al dettaglio sopra le attese

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USA: vendite al dettaglio sopra le attese

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Trimestrale Beyond Meat

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I mercati puntano alla fine del conflitto in Iran

Continua il rialzo dei mercati azionari, spinto dalle dichiarazioni di Trump che prevede la conclusione delle operazioni militari in Iran "entro due, forse tre settimane", suggerendo che gli Stati Uniti abbiano largamente raggiunto i propri obiettivi militari e lasciando alle altre nazioni la questione dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente ha precisato che un accordo con Teheran sarebbe possibile ma non necessario per porre fine al conflitto , rivendicando il risultato sulla proliferazione nucleare: "Non avranno armi nucleari, e quell'obiettivo è stato raggiunto".
La Casa Bianca ha nel frattempo annunciato che Trump parlerà alla Nazione mercoledì sera (orario di Washington) per fornire "un aggiornamento importante sull'Iran".
Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, segnalando un repricing dello scenario geopolitico più che un miglioramento delle condizioni fisiche del mercato.
Sul fronte diplomatico, gli Emirati Arabi Uniti starebbero premendo per la costituzione di una coalizione militare che cerchi di riaprire lo Stretto con la forza , stando a quanto riferisce il Wall Street Journal.
Abu Dhabi è al momento l'unico componente del Golfo ad aver dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a partecipare a una forza navale congiunta o a fornire scorte.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a Fox News che l'amministrazione "vede il traguardo" in Iran, pur precisando che gli obiettivi non saranno raggiunti nell'arco di pochi giorni.
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera, ha confermato contatti diretti con l'inviato speciale Steve Witkoff, ma ha aggiunto che ciò "non significa che siamo in trattativa", ribadendo una sfiducia totale nei confronti di Washington .
Bloomberg Economics ha avvertito che lo shock petrolifero difficilmente si attenuerà rapidamente , dato che lo Stretto è ancora effettivamente chiuso.
Dall'inizio del conflitto il Brent ha guadagnato circa il 60% e la benzina alla pompa negli Stati Uniti ha superato per la prima volta dal 2022 i 4 dollari al gallone.
Sul fronte corporate, OpenAI ha chiuso il più grande round di finanziamento della storia della Silicon Valley , raccogliendo 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi.
I principali sottoscrittori sono Amazon, con un impegno da 50 miliardi (di cui 35 condizionati alla quotazione in Borsa o al raggiungimento della soglia di AGI), Nvidia e SoftBank, ciascuna per 30 miliardi.
La società ha dichiarato di generare attualmente 2 miliardi di dollari di ricavi mensili , con le vendite enterprise al 40% del totale e un obiettivo del 50% entro fine anno.
OpenAI ha inoltre annunciato il lancio di un'applicazione desktop integrata che riunirà chatbot, strumento di coding e browser, e ha già avviato un programma pubblicitario su ChatGPT che in sei settimane ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati.
La CFO Sarah Friar ha definito il round "al di là di qualsiasi IPO mai realizzata".
Nike ha invece deluso le aspettative , cedendo oltre il 9% in after-hours dopo aver comunicato agli investitori un calo atteso dei ricavi del 2-4% nel trimestre in corso e una flessione a una cifra bassa per il resto dell'anno: le stime di consenso Bloomberg indicavano una crescita del 2%.
Il CEO Elliott Hill ha citato le pressioni del conflitto in Iran, le scorte elevate in Europa e Medio Oriente, il calo a doppia cifra dello sportswear e una debolezza persistente in Cina, dove le vendite sono attese in flessione di circa il 20% nel trimestre.
Tra le poche note positive, il Nord America mostra segnali di tenuta e i libri ordini per l'estate sono solidi.
Infine, stando a quanto riporta Bloomberg, Microsoft sarebbe in trattative con Chevron e Engine No.
1 per la realizzazione di un impianto a gas naturale da 7 miliardi di dollari in Texas occidentale, nell'ambito della corsa all'energia per alimentare i data center legati all'AI.
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I mercati puntano alla fine del conflitto in Iran

Continua il rialzo dei mercati azionari, spinto dalle dichiarazioni di Trump che prevede la conclusione delle operazioni militari in Iran "entro due, forse tre settimane", suggerendo che gli Stati Uniti abbiano largamente raggiunto i propri obiettivi militari e lasciando alle altre nazioni la questione dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente ha precisato che un accordo con Teheran sarebbe possibile ma non necessario per porre fine al conflitto , rivendicando il risultato sulla proliferazione nucleare: "Non avranno armi nucleari, e quell'obiettivo è stato raggiunto".
La Casa Bianca ha nel frattempo annunciato che Trump parlerà alla Nazione mercoledì sera (orario di Washington) per fornire "un aggiornamento importante sull'Iran".
Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, segnalando un repricing dello scenario geopolitico più che un miglioramento delle condizioni fisiche del mercato.
Sul fronte diplomatico, gli Emirati Arabi Uniti starebbero premendo per la costituzione di una coalizione militare che cerchi di riaprire lo Stretto con la forza , stando a quanto riferisce il Wall Street Journal.
Abu Dhabi è al momento l'unico componente del Golfo ad aver dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a partecipare a una forza navale congiunta o a fornire scorte.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a Fox News che l'amministrazione "vede il traguardo" in Iran, pur precisando che gli obiettivi non saranno raggiunti nell'arco di pochi giorni.
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera, ha confermato contatti diretti con l'inviato speciale Steve Witkoff, ma ha aggiunto che ciò "non significa che siamo in trattativa", ribadendo una sfiducia totale nei confronti di Washington .
Bloomberg Economics ha avvertito che lo shock petrolifero difficilmente si attenuerà rapidamente , dato che lo Stretto è ancora effettivamente chiuso.
Dall'inizio del conflitto il Brent ha guadagnato circa il 60% e la benzina alla pompa negli Stati Uniti ha superato per la prima volta dal 2022 i 4 dollari al gallone.
Sul fronte corporate, OpenAI ha chiuso il più grande round di finanziamento della storia della Silicon Valley , raccogliendo 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi.
I principali sottoscrittori sono Amazon, con un impegno da 50 miliardi (di cui 35 condizionati alla quotazione in Borsa o al raggiungimento della soglia di AGI), Nvidia e SoftBank, ciascuna per 30 miliardi.
La società ha dichiarato di generare attualmente 2 miliardi di dollari di ricavi mensili , con le vendite enterprise al 40% del totale e un obiettivo del 50% entro fine anno.
OpenAI ha inoltre annunciato il lancio di un'applicazione desktop integrata che riunirà chatbot, strumento di coding e browser, e ha già avviato un programma pubblicitario su ChatGPT che in sei settimane ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati.
La CFO Sarah Friar ha definito il round "al di là di qualsiasi IPO mai realizzata".
Nike ha invece deluso le aspettative , cedendo oltre il 9% in after-hours dopo aver comunicato agli investitori un calo atteso dei ricavi del 2-4% nel trimestre in corso e una flessione a una cifra bassa per il resto dell'anno: le stime di consenso Bloomberg indicavano una crescita del 2%.
Il CEO Elliott Hill ha citato le pressioni del conflitto in Iran, le scorte elevate in Europa e Medio Oriente, il calo a doppia cifra dello sportswear e una debolezza persistente in Cina, dove le vendite sono attese in flessione di circa il 20% nel trimestre.
Tra le poche note positive, il Nord America mostra segnali di tenuta e i libri ordini per l'estate sono solidi.
Infine, stando a quanto riporta Bloomberg, Microsoft sarebbe in trattative con Chevron e Engine No.
1 per la realizzazione di un impianto a gas naturale da 7 miliardi di dollari in Texas occidentale, nell'ambito della corsa all'energia per alimentare i data center legati all'AI.
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USA: aperture di lavori JOLTS sotto le attese

A febbraio, le aperture di lavori JOLTS sono state 6,882 milioni , sotto le attese Bloomberg a 6,89 milioni di unità e le precedenti 7,24 milioni (rivisto da 6,946 milioni).
Il tasso di assunzione è sceso dal 3,4% al 3,1%, minimi da aprile 2020.
Il rallentamento di assunzioni e offerte di lavoro indica una certa cautela da parte dei datori di lavoro.
Bloomberg nota che in prospettiva la situazione non è così rosea: l’aumento dei prezzi del petrolio rischia di aumentare i costi operativi per le aziende, mettendo in ulteriore difficoltà le assunzioni.
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USA: aperture di lavori JOLTS sotto le attese

A febbraio, le aperture di lavori JOLTS sono state 6,882 milioni , sotto le attese Bloomberg a 6,89 milioni di unità e le precedenti 7,24 milioni (rivisto da 6,946 milioni).
Il tasso di assunzione è sceso dal 3,4% al 3,1%, minimi da aprile 2020.
Il rallentamento di assunzioni e offerte di lavoro indica una certa cautela da parte dei datori di lavoro.
Bloomberg nota che in prospettiva la situazione non è così rosea: l’aumento dei prezzi del petrolio rischia di aumentare i costi operativi per le aziende, mettendo in ulteriore difficoltà le assunzioni.
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USA: fiducia dei consumatori sopra le attese a marzo

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Eurozona: inflazione sotto le attese a marzo

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