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Webinar “Investire in Certificati: come evitare e gestire le perdite senza utilizzare una copertura” – Slide e Q&A

Webinar “Investire in Certificati: come evitare e gestire le perdite senza utilizzare una copertura” – Slide e Q&A

Oggi si è tenuto il webinar in occasione dell’evento Gran Finale di YouFinance.it “Investire in Certificati: come evitare e gestire le perdite senza utilizzare una copertura” con Alessandro Pavan e Francesca Fossatelli. Vi ringraziamo per aver partecipato così numerosi.

La registrazione sarà disponibile da domani sul sito di YouFinance.it e da dopodomani sul nostro canale YouTube.

Di seguito il link per scaricare le slide presentate:

Abbiamo ricevuto tantissime domande e purtroppo per ragioni di tempo non siamo riusciti a rispondere a tutte in diretta. Trovate di seguito le risposte alle domande del webinar di oggi a cui non abbiamo risposto in diretta. In alcuni casi abbiamo unito le domande simili.

Come Certificati suggerite di utilizzare solo Cash Collect e simili o anche Bonus, Top Bonus e Reverse? Cosa pensate dei Bonus Cap?

Francesca:

Per gli investitori che iniziano ad affacciarsi al mercato dei Certificati, a mio parere è meglio iniziare con i Cash Collect, per la presenza del flusso cedolare e dell’autocall.

Ci orientiamo quasi esclusivamente sui Cash Collect su FreeFinance perché è la miglior struttura a livello di rischio/rendimento in questo momento storico, di forte incertezza, con possibili correzioni più o meno accentuate.

In portafoglio al momento ho solo Cash Collect.

Non utilizzo i Bonus Cap per l’incertezza che ho sul futuro e per la “paura” di una forte correzione. Infatti, nel caso di forte correzione, con il Cash Collect ho già preso dei premi che mi riducono l’eventuale perdita (e se sono stato fortunato magari il prodotto è andato in autocall), con il Bonus Cap perdo sul capitale investito e non prendo il rendimento a scadenza. In aggiunta, la struttura “Cash Collect” è meno sensibile alle perdite del sottostante e mi permette di modulare meglio entrate e uscite.

Alessandro:

Completamente d’accordo con Francesca. Nel primo webinar fatto insieme, di cui trovi il link di seguito, siamo andati a vedere il comportamento di alcuni cash collect a marzo 2020 per far capire come la struttura possa tenere anche ad uno shock di mercato, cosa che invece non accadrebbe con le altre tipologie. Vedo i bonus cap come strumenti più da trading di breve con prodotti vicino alla scadenza magari a sconto, rispetto al loro utilizzo in una strategia di medio termine.

Ma se uno non ha la piattaforma bloomberg oltre ad andare ad occhio c’è un modo per determinare la correlazione tra sottostanti?

Alessandro:

Il calcolo della correlazione è una misurazione statistica ma per poter essere attendibile bisognerebbe munirsi di una lunga serie di dati e farlo in modo “artigianale” non sarebbe possibile. L’analisi grafica vista su Tradingview reputo sia più che sufficiente per avere un’idea del rapporto che lega le diverse azioni.

Ma perché vengono costruiti certificati con basket di prodotti decorrelati?

Francesca:

Ottima domanda, direi perché c’è “fame di rendimenti” e questo è un modo facile per ottenere flussi da parte degli emittenti. Se i sottostanti sono decorrelati hanno un rendimento maggiore e tendenzialmente vendono di più. Da quando stiamo facendo educazione finanziaria sui basket settoriali, noto che gli emittenti stanno facendo campagne di comunicazione su questo ma hanno assunto un comportamento ancora peggiore di prima ossia quello di costruire basket apparentemente settoriali con sottostanti non correlati, il che trae abbastanza in inganno gli investitori. Guardiamo i grafici e ragioniamo con la nostra testa, non compriamo sulla base di pubblicità!!

L’offerta di certificati è immensa. Trovo molto difficile scegliere per tipo, settore etc. Potete indicare un criterio almeno iniziale di scelta?

Francesca:

Trovi qui un set di slide che ti da un’idea di come iniziare ad investire:

Trovi tantissimi articoli di analisi di sottostanti e settori su FreeFinance che ti aiutano a vedere come mettere in atto questa metodologia. Trovi tutte le mie analisi a questo link.

Alessandro ha un portafoglio che segue tutte le settimane, io inserisco i prodotti degni di nota nella Shortlist. In aggiunta parliamo “senza peli sulla lingua” di prodotti all’interno del gruppo Facebook di FreeFinance.

Trovi inoltre maggiori informazioni anche nella risposta alla domanda di seguito.

Io faccio al contrario: prima scelgo il sottostante, poi il Certificato, sbaglio?

Francesca:

Assolutamente no. In genere io faccio come segue:

  1. Scelta del settore/tema di investimento
  2. Scelta del sottostante
  3. Determino barriere e caratteristiche ideali sul sottostante
  4. Analizzo tutti gli strumenti (su single stock e su basket) a disposizione che si avvicinano alle caratteristiche ideali
  5. Compro se trovo qualcosa con un rischio-rendimento interessante, altrimenti continuo a cercare tra le nuove emissioni

Portare il Certificato a scadenza o vendere prima? Se un sottostante va sotto la barriera conviene vendere anche se ho le cedole a memoria?

Francesca:

Dipende ovviamente dalle prospettive del sottostante.

Se il sottostante è vicino (o sotto) barriera può aver senso switchare su un Certificato simile con barriere più protettive, come visto negli esempi di Alessandro.

Alessandro:

L’analisi ovviamente non è mai univoca a priori. Tutto dipende da cosa mi aspetto sul titolo e dai “limiti” che mi sono posto. Prendo l’esempio fatto su Palantir. E’ un titolo che personalmente seguo molto, già solo considerando l’athena, reputo la barriera a 16$ molto profonda rispetto al fair price che ritengo il titolo possa avere. Motivo per cui anche quando il titolo era sceso fino a 18$ non ero preoccupato per il prodotto, data anche la lunga scadenza. Se invece reputassi il titolo in sofferenza o incapace di mantenere quei livelli allora si, converrebbe valutare uno switch. Altra considerazione che va fatta è che spesso il prezzo considera già le eventuali cedole in memoria.

Ci fate una mini lista di emittenti affidabili, considerando i vari aspetti?

Francesca:

La risposta è più complessa di quello che si potrebbe credere ed ogni valutazione è molto personale. Dipende dall’obiettivo di investimento e dalla struttura. Per la mia operatività ho bisogno di pricing “sensibili” e ottimizzati, per questo mi concentro su pochi emittenti. Al momento ho in portafoglio certificati di Vontobel, Leonteq, Goldman Sachs.

Tendo a non investire sugli emittenti italiani perché trovo sempre e solo prodotti abbastanza costosi, basket che non mi piacciono e con un timing di mercato non ottimale. Vedo spesso un copia e incolla di prodotti di altri emittenti, che però hanno avuto l’idea prima, al momento “giusto”. Li reputo affidabili come market making e rischio di credito ma non come strutturazione prodotti.

Nel libro “Investire con i certificati. Selezionare, costruire e gestire un portafoglio con un rischio contenuto” troverai una valutazione di ogni emittente che opera sul mercato italiano.

In ogni caso, su FreeFinance inserisco in Shortlist solo prodotti di emittenti che considero affidabili.

Come riconoscere la correttezza di un prezzo?

Francesca:

In primis, paragonando strutture simili sui medesimi sottostanti.

Il prezzo è “buono” o “meno buono” sulla base di tutti i parametri di pricing (prezzo del sottostante, dividendi, volatilità, correlazione, credit rating dell’emittente).

Nel libro “Investire con i certificati. Selezionare, costruire e gestire un portafoglio con un rischio contenuto” troverai un intero capitolo sul pricing e come capirlo “intuitivamente”.

Ci sono piattaforme gratuite per analisi grafiche e tecniche dei titoli?

Francesca:

Per l’analisi grafica a mio parere il migliore è Tradingview, per le price predictions e il rating degli analisti trovi tantissimi siti, tra questi marketwatch.

Alessandro:

Io uso anche Investing per le trimestrali che ha una buona mole di dati e in tempi abbastanza rapidi.

Ha senso mediare un Certificato? Oppure in caso di forte calo meglio uscire e puntare su un altro?

Francesca:

Ha senso se non sei “entrato” del tutto. Ipotizziamo che volevi investire 2mila euro in un Certificato. Se hai investito l’80% del Certificato, ossia 1600 euro, puoi “mediare” con i 200 euro rimanenti. Ma se hai già investito 2mila, non investire di più: vai ad aumentare l’esposizione e quindi il rischio di tutto il portafoglio.

Alessandro:

Motivo per il quale è sempre consigliabile mantenere un “cuscinetto” di sicurezza. A meno che non seleziono un certificato che è già sceso e quindi lo acquisto già ben sotto pari, può sempre essere utile tenere una quota per rientrare a prezzi inferiori.

Se il worst of fallisce?

Francesca:

Sei nel caso “Wirecard”. In tal caso la maggior parte degli investitori ha perso quasi la totalità del capitale. Per questo è importante la diversificazione.

Nel caso del Certificato NIO/TESLA in shortlist, quando ottieni un certo guadagno sul capitale vai a vendere il certificato o lo tieni per le cedole? Hai un range prefissato oltre il quale vendi?

Francesca:

Ottima domanda! Dipende dall’obiettivo con cui l’ho messo in portafoglio e con cui lo voglio tenere. L’ho inserito in ottica di allocazione tattica a 96.80 euro circa e potrei già rivenderlo oggi a 103,50 euro, portando a casa un 7% lordo in 15 giorni, che è un ottimo rendimento!

Sto valutando come muovermi, perché penso di riuscire a vendere a leggermente di più nelle prossime settimane (deve pagare ad agosto 7.05 euro per ogni Certificato). Idealmente vorrei rivendere almeno a 105-106 euro. Sto valutando in questi giorni, vi faccio sapere sul gruppo quando chiudo la posizione.

Dove trovo la volatilità dei vari sottostanti?

Francesca:

La trovi su CedLab. Ma la volatilità prezzata nei diversi certificati è leggermente diversa dalla volatilità di Cedlab.

Nel libro “Investire con i certificati. Selezionare, costruire e gestire un portafoglio con un rischio contenuto” troverai un intero capitolo sul pricing e tutti i parametri fondamentali da capire, inclusa appunto la volatilità.

Nel caso di Palantir il cash collect è di copertura?

Alessandro:

Si l’ottica con cui è stato inserito è sfruttare il flusso cedolare del cash collect che ha la barriera più profonda per avere un rendimento certo (ovviamente non è certo, ma per la mia view sul titolo non credo scenda sotto gli 11$; rimane comunque sempre una mia view). In tal caso ho tre scenari:

  • se Palantir sale, incasso le cedole del cash collect e punto al premio dell’athena;
  • se Palantir rimane sopra la barriera dell’athena ma sotto il suo strike, continuerò ad incassare le cedole del cash collect ed attenderò il rimborso a 1.000 alla scadenza dell’athena;
  • se dovesse scendere sotto alla barriera dell’athena, il flusso cedolare del cash collect va comunque a limitare la mia perdita.

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