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Approfondimento: L’effetto Airbag nei Certificati di investimento

Approfondimento: L’effetto Airbag nei Certificati di investimento

Durante il webinar di ieri abbiamo trattato la caratteristica “Airbag” nei Certificati di investimento e abbiamo ricevuto molte domande di approfondimento. Di seguito maggiori informazioni sul funzionamento e un file excel scaricabile gratuitamente per calcolare il valore di rimborso a scadenza di prodotti con e senza Effetto Airbag.

Come funziona l’effetto Airbag?

L’effetto Airbag, anche detto “Low Strike” consiste nel fissare lo Strike inferiore al 100%. Generalmente, lo Strike è fissato ad un livello pari al livello barriera.

A scadenza, nel peggiore degli scenari, se il sottostante dovesse essere sotto la barriera, la perdita non sarà calcolata rispetto al prezzo iniziale ma rispetto al valore di barriera.

Facciamo un esempio numerico. Immaginiamo di avere due prodotti, il primo è un classico Cash Collect con barriera a scadenza del 60% e Strike al 100%. Il secondo è un prodotto con effetto Airbag con barriera al 60% e Strike pari alla Barriera, ossia pari al 60%.

Se il sottostante dovesse registrare un -50%:

  • il primo prodotto rimborserà sulla base della performance rispetto allo strike ossia (50/100)*100 = 50 euro;
  • il secondo prodotto rimborserà sulla base della performance rispetto allo strike, pari alla barriera ossia (50/60)*100=83 euro.

Pertanto l’effetto Airbag riduce la perdita nel caso del peggiore degli scenari. E’ quindi un effetto che protegge il capitale. Per questo è “costoso” da applicare: sicuramente un prodotto con effetto airbag, a parità di condizioni, avrà un rendimento minore di un prodotto senza effetto airbag.

Quando gli Airbag possono essere interessanti?

L’Airbag non evita una perdita in caso di discesa del sottostante ma semplicemente la riduce. In casi di forti discese del sottostante infatti la perdita può essere molto elevata anche con l’effetto Airbag.

Riprendiamo l’esempio precedente e ipotizziamo che il sottostante realizzi un -80%. Il prodotto senza effetto Airbag rimborserà (20/100)*100=20 euro. Il prodotto con effetto Airbag rimborserà (20/60)*100=33 euro. La differenza di rimborso potrebbe essere stata più che compensata dal maggiore premio ricevuto dal prodotto senza effetto Airbag.

Quindi quando è più probabile che ci sia una discesa del sottostante l’effetto Airbag diventa meno costoso, in altre parole si riesce ad ottenere un rendimento maggiore dai prodotti con effetto Airbag. Questo accade quando c’è alta volatilità sul mercato, in particolare sui sottostanti di riferimento.

Come selezionare gli Airbag?

Come abbiamo anticipato, l’effetto Airbag pesa negativamente sul rendimento dei prodotti. Per questo, l’emittente è costretto ad inserire sottostanti più volatili e ad alzare il livello barriera sui sottostanti di riferimento rispetto a prodotti senza effetto Airbag.

Non dobbiamo dimenticare che:

  • quando investiamo, non lo facciamo con l’obiettivo di ridurre le perdite ma per ottenere rendimento. Quindi dobbiamo considerare se la barriera è sufficientemente protettiva e quale sarebbe il rimborso in caso di discesa ulteriore (per un calcolo immediato, si può scaricare il file in fondo alla pagina);
  • Se il prodotto ha fatto strike sui massimi, la barriera non è “protettiva” e con l’effetto Airbag tale barriera sarà ancor meno protettivo e il rischio di perdita è maggiore. Bisogna sempre cercare sul mercato prodotti di nuova emissione con effetto Airbag su sottostanti che hanno subito una correzione nell’ultimo periodo.

Calcolare il rimborso del capitale con e senza effetto Airbag

Con il file excel scaricabile gratuitamente di seguito è possibile confrontare prodotti con e senza effetto Airbag e capire quale prodotto è più adatto alle proprie esigenze. Inseriamo il valore iniziale, lo strike e le barriere dei prodotti che vogliamo confrontare e automaticamente si comporrà la tabella che riporta il rimborso del capitale nei diversi scenari del prodotto con e senza effetto Airbag. La domanda che ci dobbiamo porre è “Quale è la massima perdita che il sottostante può raggiungere entro scadenza?”. Quando abbiamo la risposta, confrontiamo i prodotti nello scenario ipotizzato e negli scenari vicini.

Per rivedere il webinar di ieri, è possibile farlo sul nostro canale YouTube. Per iscriverti al prossimo webinar, clicca qui.

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