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Beyond Meat: taglio del fatturato del 2022 e riduzione delle spese per puntare ad un flusso di cassa positivo nella seconda metà del 2023

Beyond Meat: taglio del fatturato del 2022 e riduzione delle spese per puntare ad un flusso di cassa positivo nella seconda metà del 2023

Beyond Meat venerdì ha rilasciato un comunicato stampa con notizie positive e negative. L’iniziale reazione del mercato è stata fortemente negativa: -10% in pre-market per poi normalizzarsi -2%, tuttavia, in scia al -3% del Nasdaq ha chiuso la seduta con un -9.7%.

Di seguito i punti salienti del comunicato stampa e in fondo le mie considerazioni.

Beyond Meat riduce le spese per puntare a operazioni con flusso di cassa positivo

Il presidente e amministratore delegato Ethan Brown ha commentato: “Beyond Meat sta attuando misure volte a promuovere una crescita più sostenibile, che enfatizzi il raggiungimento di un flusso di cassa positivo entro la seconda metà del 2023. Sebbene riteniamo che gli attuali venti contrari che affliggono il nostro business e la nostra categoria, tra cui l’inflazione record, siano transitori, la nostra missione, il nostro marchio e le nostre opportunità a lungo termine sono durature. Per gestire l’attuale contesto e realizzare le opportunità che ci attendono, stiamo riducendo in modo significativo le spese e concentrandoci su una serie di priorità di crescita fondamentali”.

Brown ha aggiunto: “Continuiamo a fare grandi progressi sulle leve dell’adozione mainstream – gusto, salute e prezzo – e stiamo portando avanti con costanza partnership strategiche chiave. La crisi climatica globale in atto impone una maggiore, e non minore, urgenza nell’adozione di tutte le soluzioni, tra le quali la nostra è tra le più immediate e potenti. Riteniamo che la nostra decisione di ridurre il personale e le spese in tutta l’azienda, compreso il nostro gruppo dirigente, rifletta un adeguato ridimensionamento della nostra organizzazione alla luce delle attuali condizioni economiche. Rimaniamo fiduciosi nella nostra capacità di realizzare la crescita e l’impatto a lungo termine attesi dal nostro marchio globale”.

Riduzione della forza lavoro

L’Azienda sta riducendo la sua attuale forza lavoro di circa 200 unità, pari a circa il 19% della sua forza lavoro complessiva.

L’Azienda stima attualmente di dover sostenere oneri una tantum di circa 4 milioni di dollari in relazione alla riduzione della forza lavoro, che consistono principalmente nel periodo di preavviso e nei pagamenti di fine rapporto, nei benefici per i dipendenti e nei costi correlati. La Società prevede che la maggior parte di questi oneri sarà sostenuta nel quarto trimestre del 2022 e che la riduzione del personale sarà sostanzialmente completata entro la fine del 2022, a seconda delle leggi locali e dei requisiti di consultazione, che potrebbero estendere il processo oltre la fine del 2022 in alcuni Paesi. Gli oneri che la Società prevede di sostenere sono soggetti a ipotesi, compresi i requisiti di legge locali, e gli oneri effettivi potrebbero differire dalle stime sopra riportate.

Revisione delle previsioni di fatturato per l’intero anno 2022

L’Azienda sta anche riducendo le sue previsioni di fatturato per l’intero anno. Sulla base dei risultati preliminari, la Società prevede ora che i ricavi netti del terzo trimestre 2022 saranno di circa 82 milioni di dollari, con una diminuzione di circa il 23% rispetto al periodo precedente. Per l’intero anno 2022 si prevede un fatturato netto compreso tra i 400 e i 425 milioni di dollari, con una diminuzione di circa il 14%-9% rispetto all’intero anno 2021. Questo dato si confronta con la precedente previsione della Società di ricavi netti per l’intero anno 2022 compresi tra 470 e 520 milioni di dollari.

Pur continuando a esaminare i fattori alla base dei recenti risultati, l’azienda ritiene di essere stata influenzata negativamente dalla persistente debolezza della categoria delle carni vegetali in generale, in particolare nel sottosegmento refrigerato, e dall’impatto della maggiore concorrenza. Si ritiene che l’inflazione sia un fattore di fondo che esercita pressione sulla categoria, in quanto i consumatori si orientano verso forme di proteine più economiche, tra cui la carne animale. Inoltre, l’azienda ritiene di essere stata influenzata negativamente dalle decisioni prese da distributori e clienti, come le modifiche ai livelli di inventario e le promozioni rinviate o annullate. Anche le promozioni, i programmi e le introduzioni di prodotti ritardati e/o annullati rispetto ai piani dell’azienda hanno avuto un impatto negativo sulle prospettive di fatturato del management. L’azienda prevede che il margine lordo subirà un impatto negativo a causa della riduzione delle previsioni di fatturato.

I risultati preliminari sono soggetti al completamento delle normali procedure e rettifiche contabili di fine trimestre e sono pertanto suscettibili di modifiche.

Risparmi stimati sulle spese operative

Complessivamente, nei prossimi dodici mesi, la riduzione della forza lavoro, combinata con l’eliminazione di alcune posizioni aperte e con le modifiche al team dirigenziale, come descritto nel nostro Modulo 8-K depositato oggi presso la Securities and Exchange Commission (“SEC”), dovrebbe portare a circa 27 milioni di dollari di risparmi sulle spese operative di cassa e a circa 12 milioni di dollari di risparmi sulle spese operative non di cassa relativi a a compensi basati su azioni precedentemente concessi e non maturati che sarebbero maturati nei prossimi dodici mesi. Inoltre, come risultato di queste azioni, la Società prevede di riconoscere circa 3 milioni di dollari di risparmi non monetari una tantum legati allo storno di compensi basati su azioni non investite precedentemente spesati nel terzo e quarto trimestre del 2022.

Considerazioni

Il taglio dei costi era sicuramente il principale punto da smarcare per Beyond Meat, elemento che il CEO aveva promesso nel Q2 e che ha dimostrato venerdì di mantenere nel Q3. I costi più rilevanti erano gli sconti/promozioni per i clienti (costo difficile da eliminare per mantenere la quota di mercato e continuare la crescita), costi di marketing (anch’essi difficili da eliminare in un contesto in cui uno dei principali driver di valore è il branding), costi di ricerca (che non avrebbe senso eliminare in una società in crescita che punta tutto sulla qualità del prodotto), quindi rimangono i costi amministrativi e del personale. Un 19% di taglio della forza lavoro è sicuramente un taglio importante e, oltre all’impatto immediato nel taglio dei costi, rende l’azienda più flessibile in un periodo difficile in cui la domanda di carne vegetale è in crisi. Nel q2 era stato annunciato un taglio del 4% con un costo di separazione previsto di 1 milione, ora il taglio è del 19% con un costo previsto di 4 milioni.

Considerando una domanda sempre più debole, il taglio delle revenues era sicuramente atteso e incorporato nei prezzi (che prezzano già una crescita nettamente inferiore alle attese). Una cosa interessante da capire è se al taglio delle revenues corrisponderà anche un taglio (magari più ampio) degli sconti/promozioni per i clienti, infatti nel comunicato si legge che ci sono promozioni rinviate o annullate. Questo rappresenterebbe un ulteriore risparmio di costi, oltre al taglio dei costi amministrativi e del personale.

Sicuramente ciò che urge oltre ad un taglio dei costi per la società è riuscire a ridurre ulteriormente i prezzi dei prodotti per stimolare la domanda: se la carne vegetale sarà più conveniente della carne animale (oltre che più sostenibile e con un gusto e aspetto comparabile) potrebbe iniziare a prendere piede più facilmente anche per una mera ragione di costo. Essendo in un mercato competitivo, purtroppo l’unico modo per vincere la battaglia di prezzo con Impossible Food (considerato il vero avversario di Beyond) in un contesto inflativo in cui l’acquirente è molto sensibile anche ad un piccolo risparmio è tagliare i prezzi (non solo con sconti e promozioni ma in generale su tutte le linee di prodotto), generando così una maggiore crescita. In effetti i prodotti Impossible Food costano leggermente meno dei prodotti Beyond e l’effetto branding è ridotto in periodi di inflazione: ciò che conta è il prezzo. Certo che tagliare i prezzi significa ridurre le revenues quindi applicare, come fatto nell’ultimo anno, forti sconti di prezzo per vendere ad ogni costo non è una politica sana ma mette a repentaglio la crescita futura della società: il taglio dei prezzi dovrebbe andare di pari passo con un taglio dei costi e sembrerebbe che l’azienda si stia ricalibrando pian piano verso questa direzione.

Avremo maggiori informazioni su tutte queste variabili alla pubblicazione dei dati riferiti al Q3, prevista per il 9 novembre 2022 a chiusura USA, che come sempre commenteremo in diretta sul canale Telegram GRATUITO “Servizio Segnali FreeFinance – Cavalcare la volatilità“.

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