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Il Certificato della Settimana di Alessandro Pavan

Il Certificato della Settimana di Alessandro Pavan

Ho deciso di anticipare la pubblicazione del consueto articolo sul certificato della settimana in quanto, spulciando tra le nuove emissioni di Vontobel ne ho trovata una che risponde a molteplici necessità relative alla mia gestione in certificati.

Punto 1, ha come sottostanti tre società del settore automotive, settore sul quale oggi, non sono investito. In un’ottica di diversificazione di portafoglio mi aiuta quindi a coprire uno dei tasselli che mi mancava. E mi riferisco all’automotive tradizionale, dal quale rimangono ancora escluse le varie Tesla, NIO, Xpeng ecc, in quanto gli electric vehicle ad oggi compongono un settore a parte.

Punto 2, questo certificato combina al suo interno un buon flusso cedolare con delle barriere estremamente profonde considerando i titoli che compongono il basket. Ovviamente, essendo oggi la volatilità ai minimi di periodo non possiamo trovare rendimenti esorbitanti, ma ribadisco, considerando la profondità della barriera è un rendimento di assoluto rispetto.

Punto 3, entrando nei due mesi estivi ritengo sia opportuno ridurre l’esposizione al rischio e questo certificato è il classico esempio di un prodotto a basso rischio, dove poter allocare una buona fetta di liquidità con un’adeguata remunerazione.

In contrattazione da ieri, il DE000VQ82H09 quota leggermente sotto la pari in quanto si acquista ora a 99,40€, e ha come sottostanti un basket di tre titoli: Daimler, Stellantis, Volkswagen. Oltre ad essere tre dei principali produttori mondiali di autoveicoli, dal punto di vista grafico hanno tutte stornato, chi più e chi meno dai massimi toccati nei mesi scorsi, di conseguenza il livello di strike fissato garantisce un ulteriore buffer di sicurezza.

Vediamo velocemente i tre titoli.

Daimler è produttore tedesco di automobili e mezzi di trasporto civili e militari conosciuto principalmente per il marchio Mercedes Benz e per Mercedes AMG F1, che si aggiudica da sette anni consecutivi il titolo mondiale di Formula 1.

Nel 2020 è stata il nono produttore d’auto mondiale con 2,53 milioni di veicoli immatricolati (-24 % rispetto al 2019 dove aveva venduto 3,34 milioni di auto). Nel 2020 l’azienda ha avuto ricavi per 154 miliardi di euro con una diminuzione del 10% rispetto all’anno precedente (172,4 miliardi di euro).

Stellantis è stata fondata il 16 gennaio del 2021 e nasce dalla fusione dei gruppi automobilistici FCA e PSA e controlla 14 marchi automobilistici (Abarth, Alfa Romeo, Chrysler, Citroën, Dodge, DS Automobiles, FIAT, Jeep, Lancia, Maserati, Opel, Peugeot, Ram Trucks e Vauxhall). È il quarto costruttore automobilistico al mondo con 8,8 milioni di auto vendute. Nel primo quadrimestre del 2021 è in testa nelle vendite in Europa.

Nel 2020 l’azienda (considerando la sommatoria tra le due precedenti entità) ha avuto ricavi per 86,6 miliardi di euro registrando una diminuzione del 19% rispetto al 2019. Impegnata nella conversione delle linee verso il mondo elettrico, ha recentemente annunciato la realizzazione di una nuova piattaforma per la produzione di quattro modelli elettrici dal 2024.

Volkswagen nel 2019 è stato il primo produttore di auto al mondo, scivolando in seconda posizione nel 2020 superato da Toyota che ha venduto 9,5 milioni di auto (-11,3% rispetto al 2019) contro le 9,3 milioni vendute da Volkswagen (-15% rispetto al 2019). Il produttore tedesco ha annunciato che entro il 2022 lancerà 27 nuovi modelli di auto elettriche.

Nel 2020 l’azienda ha avuto ricavi per 193,1 miliardi con una diminuzione del 13,6% rispetto al 2019. Il patrimonio totale attivo è pari a 497 miliardi di euro, mentre le passività ammontano a 370 miliardi di euro con una patrimonio netto di 127 miliardi di euro.

Tornando al certificato, ne riassumo le principali caratteristiche.

Il flusso cedolare è trimestrale e pari al 2% per un rendimento annuo pari al 8%. Considerando che non sono presenti nel basket quelle società che solitamente vengono inserite per aumentare la volatilità e quindi il rendimento (vedi Tesla e Nio o le più tradizionali Ford e Renault), la performance è davvero interessante.

La barriera cedola e barriera capitale coincidono e sono pari al 60% dei prezzi di strike:

  • Daimler ha strike a 76,24€ e quota ora a 75,295€ mentre la barriera si trova a 45,74€ su valori che, ad eccezione di marzo 2020 il titolo aveva visto ad agosto 2019 e prima addirittura nel marzo 2013;
  • Stellantis ha strike a 16,735€ con quotazione a 16,892€ e barriera a 10,041€. Dal punto di vista grafico non un valore particolarmente sensibile, ma i benefici della fusione in termini di riduzione dei costi e condivisione delle piattaforme saranno ancor più evidenti negli anni a venire e risulta difficile pensare che il titolo possa perdere oltre il 40%;
  • Volkswagen ha strike a 213,48€ e quota ora a 209,20€, con barriera a 128,09€, supporto importante e rimarcato più volte. Tra i tre titoli, Volkswagen è quella che ha stornato maggiormente dai massimi dell’ultimo anno toccati a 252,20 e rispetto a tali valori la barriera appare ancor più conservativa (circa 50% dai massimi).

La prima osservazione autocall è prevista per gennaio 2022 con la possibilità di incassare almeno due cedole e la scadenza è posta a luglio 2024 (durata massima 3 anni).

Riepilogando, un prodotto difensivo su un settore destinato a rilanciarsi con la ripresa dei consumi che sta investendo le principali economie e che sarà necessariamente coinvolto dalla transazione verde. Tre sottostanti solidi, senza aziende in difficoltà o titoli ad elevata volatilità. 

Un’ottima soluzione per l’allocazione strategica, per l’utilizzo della liquidità e per il bilanciamento del portafoglio sul quale eventualmente inserire anche stake più elevati rispetto a quelli solitamente utilizzati.

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