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Il Certificato della Settimana di Alessandro Pavan

Il Certificato della Settimana di Alessandro Pavan

Dopo quasi due mesi di salita ininterrotta dei listini e una volatilità in continua contrazione, con il VIX che ha toccato quota 16, assistiamo in questo inizio settimana a qualche sussulto. Al momento indici e futures riportano discese inferiori al punto percentuale (ad eccezione del FTSE MIB a -1,6%) e non destano particolare preoccupazione ma l’indice della volatilità si è riportato in zona 18 con un rialzo di oltre il 6%.

In questa situazione di incertezza, in bilico tra la fisiologica correzione dopo un lungo periodo di positività, e la preoccupazione per l’inizio di uno storno atteso dai più, la selezione del certificato della settimana ricade necessariamente su un prodotto difensivo.

Scelta motivata da due fattori: il primo per l’appunto congiunturale, il secondo invece relativo alle scelte più speculative effettuate nelle ultime settimane.

Il certificato scelto è un Memory Cash Collect di Leonteq, emesso a gennaio 2021 ed acquistabile oggi a 902€. I sottostanti sono tre utilities, settore tipicamente difensivo e anticiclico e che ci permette di contenere la discesa dei titoli in caso di sell off sui mercati, considerando anche la barriera posta al 65%, ovvero al -35% dai prezzi di strike. I titoli, nel dettaglio, sono EDF, Enel e NextEra Energy.

Non mi soffermerò eccessivamente sui sottostanti, tutti e tre sufficientemente noti, ma analizzeremo più che altro i loro livelli.

Per EDF, produttore e distributore di energia in Francia, il livello di strike è pari a 13,135 contro una quotazione odierna di 12,08, in ritardo di circa l’8% e attuale worst of del basket. La barriera è posta intorno agli 8,5, livello che in passato ha rappresentato un buon supporto per il titolo e che dista oggi quasi il 30%.

Il secondo sottostante è Enel che non ha bisogno di presentazioni. Con uno strike a 8,803 e una quotazione a 8,533 è in ritardo oggi del 3%. Anche in questo caso la barriera è molto conservativa e posta a 5,722, valore che il titolo non vede dal 2019 e che è rimasto ben lontano anche durante il sell off di marzo 2020.

Infine, NextEra Energy, holding di servizi elettrici statunitense, con oltre 14.000 dipendenti tra Stati Uniti e Canada ed un fatturato di oltre 17 miliardi di dollari. Strike price e prezzo spot coincidono a 79,75$ e la barriera dista il 35% a 51,84$, anche in questo caso lontani dai minimi del 2020.

Il flusso cedolare previsto dallo strumento è del 7% annuo, pagato trimestralmente, con autocall dalla prossima osservazione a luglio al 100% del prezzo di strike e decrescente del 5% all’anno. La scadenza è lontana e prevista nel 2026, vista la durata pari a 5 anni del certificato.

In questo caso, sarebbero interessanti entrambi gli scenari:

  • qualora almeno uno dei sottostanti rimanesse al di sotto dei livelli necessari all’autocall, avremmo in portafoglio un certificato teoricamente non troppo volatile con un flusso cedolare del 7% cui sommare i circa 10 punti di capital gain dati dall’acquisto sotto la pari. In caso di rimborso alla scadenza, il flusso cedolare residuo negli anni sarebbe pari al 33,25%, cui si somma il 10,86% di capital gain per un rendimento annualizzato di quasi il 9%;
  • qualora EDF ed Enel recuperassero lo strike entro luglio, potremmo puntare all’autocall del prodotto e all’incasso di una cedola, per un rendimento del 12,8% in tre mesi. Ovviamente, qualora l’autocall si verificasse nelle osservazioni successive, il rendimento sarebbe più diluito ma comunque molto interessante.

Lo ritengo dunque una soluzione interessante in ottica difensiva, ben lontano dai rendimenti che oggi potrei trovare sui titoli più volatili del settore travel, airlines o green energy, ma necessario a bilanciare un portafoglio che non deve mai essere troppo esposto.

https://certificati.leonteq.com/isin/CH0587327070

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