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Il Certificato della Settimana di Alessandro Pavan

Il Certificato della Settimana di Alessandro Pavan

Nella scelta del certificato della settimana mi sono orientato su un settore spesso poco considerato ma che reputo molto interessante dal punto di vista del rapporto rischio/rendimento dei certificati che ne derivano.

Mi riferisco al settore retail in genere, ovvero a tutte quelle aziende che rientrano nella distruzione e rivendita di prodotti. E qui dentro cascano i sottostanti del certificato che ho scelto: Macy’s, McDonald’s e Starbucks. Sono tre colossi nei rispettivi settori che non avrebbero bisogno di presentazioni ma vediamole velocemente nel dettaglio.

Macy’s è una catena della grande distribuzione statunitense fondata nel 1858 a New York. Nel 2015 Macy’s era il più grande negozio statunitense per vendita al dettaglio.

Nel 2020, nonostante i mesi di chiusura totale ha generato ricavi per $18,09 miliardi (- 28 % rispetto all’anno precedente limitando comunque i danni); mentre nel primo trimestre di quest’anno ha visto un aumento rispetto allo stesso periodo del 2020 pari al 54%.

Finanziariamente l’azienda ha un attivo circolante di $ 7,24 miliardi e passività a breve termine per un totale di $5,52 miliardi.

La McDonald’s Corporation è una catena di ristoranti di fast food di origine statunitense. Gestisce le proprie filiali direttamente o indirettamente tramite franchising. McDonald’s è divenuto l’emblema della globalizzazione; alcune volte definita come la “McDonaldizzazione” della società, tanto che la rivista The Economist, per calcolare in maniera informale il potere d’acquisto, utilizza  l’indice Big Mac, dove effettua la comparazione tra i prezzi del Big Mac in vari paesi.

Nel 2020 l’azienda ha generato ricavi per $19,21 miliardi, in leggero calo rispetto all’anno precedente. Mentre nel primo trimestre di quest’anno ha prodotto un fatturato pari a $5,04 miliardi (+8,74 % rispetto al primo trimestre 2020). Anche l’utile netto è sceso nel 2020 del 21%, attestandosi comunque sui $4,73 miliardi, complice chiaramente la chiusura dovuta dalla pandemia. Infatti l’utile netto contabilizzato nel primo trimestre 2021 ammontava a $1,54 miliardi (+ 38,87% a/a).

Starbucks è una catena di caffè statunitense fondata a Seattle nel 1971. I punti vendita di Starbucks vendono esclusivamente la propria marca di caffè (macinato o in grani), tè, bevande, pasticcini, utensili e macchine da caffè, ma l’obiettivo principale dell’azienda è quello di “fornire un’esperienza al consumatore”.

Nonostante la grande diffusione mondiale, la catena non ha avuto punti vendita in Italia fino al 2018, quando, nella città di Milano, è stato aperto il primo Starbucks arredato e caratterizzato con i prodotti con cui è normalmente conosciuto dalla sua clientela.

Nel primo trimestre 2021 i ricavi sono aumentati dell’11,2 % rispetto al primo trimestre 2020. Alla chiusura dell’esercizio contabile a Settembre 2020, l’azienda ha generato ricavi per $ 23,52 miliardi, in leggero calo rispetto all’anno precedente.

Il certificato è un memory cash collect di Vontobel, codice ISIN DE000VQ73DU6, emesso qualche settimana fa, per la precisione il 26 maggio ed acquistabile oggi sotto la pari a 98,60€. Il flusso cedolare previsto è del 3,11% a trimestre, per un rendimento annuo del 12,44%.

A mio avviso sono interessanti per tutti i prezzi di strike e di barriera, posta al 60%, e quindi:

  • per McDonald’s il prezzo di strike è pari a 232,42$ con lo sport ora pari a 233,57$; la barriera è posta a 139,45$ su valori che il titolo non vede da aprile 2017 (minimi di marzo 2020 intorno ai 165$);
  • per Macy’s il prezzo di strike è pari a 18,26$ con lo spot a 18,41$ e la barriera a 10,96$; dei tre è paradossalmente quello graficamente più pericoloso in quanto a marzo 2020 il titolo si è spinto fino al di sotto dei 5$ ma in una situazione estrema per una catena della grande distruzione, ovvero quella di vedere chiusi tutti i suoi negozi. La barriera è comunque al di sotto del minimo toccato nel 2019 dal quale il titolo aveva rimbalzato;
  • per Starbucks il prezzo di strike è pari a 112,57$ con lo spot a 111,15$; anche in questo caso la barriera è estremamente profonda a 67,54$ in concomitanza con i minimi di marzo 2020 toccati solo per qualche giorno; nota positiva, il titolo è circa il 6% sotto ai massimi toccati nell’aprile scorso.

Al momento tutti e tre i sottostanti si muovono intorno al prezzo di strike con Macy’s e McDonald’s sopra strike e Starbucks leggermente sotto che ci permette di acquistare sotto la pari.

Riepilogando quindi:

  • aziende solide in settori anticiclici, al netto della pandemia del 2020;
  • barriere molto profonde e poste su livelli di relativa tranquillità per tutti e tre i titoli;
  • flusso cedolare interessante se confrontato con le recenti emissioni.

Per chiudere, la prima finestra autocall corrisponde con lo stacco della seconda cedola a fine novembre ed in caso di mantenimento dei prezzi di strike da parte dei sottostanti si avrebbe il richiamo anticipato al valore nominale, maggiorato di due cedole, ovvero del 6,22%. Il rendimento in 5 mesi potrebbe essere pari al 7,73% per un valore annualizzato del 18,55%.

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