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Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 01.04.2022

Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 01.04.2022

Dopo il corposo rimbalzo messo a segno nella seconda parte del mese di marzo, in chiusura di settimana i mercati tirano leggermente il fiato. Principali indici che rimangono comunque in ampio territorio negativo da inizio anno, con FTSE MIB a -8,71%, DAX -9,18%, Nasdaq -8,71% e S&P500 a -4,63%. Mentre gli indici americani hanno fatto registrare una notevole performance nel mese di marzo, che ha praticamente annullato la perdita di febbraio e lascia quindi sul terreno solo il drawdown del mese di gennaio, hanno faticato di più i listini europei, che chiudono in rosso tutti e tre i mesi e di conseguenza appunto anche il trimestre. Piccola statistica, primo trimestre negativo per Wall Street da marzo 2020.

La settimana non ha visto particolari sussulti sui mercati, con i listini poco mossi, anche se spicca Milano con oltre 2 punti percentuali di rialzo. Anche se il mese si è chiuso in rosso, rimane però da segnalare il rimbalzo dai minimi di oltre il 18% per il nostro mercato, sceso fino a 21.094 punti per chiudere il mese a 25.021 (si era spinto nei giorni scorsi fino a 25.634, con un rialzo del 21,5% dai minimi). Percentuali simili anche per Francoforte.

Contesto che rimane pieno di incognite:

  • sul fronte ucraino la guerra procede senza svolte degne di rilievo; emergono disponibilità al dialogo e apertura a concessioni da ambo i lati ma nel frattempo i bombardamenti proseguono e non si vede ancora la luce;
  • sul lato inflazione, dopo i record registrati negli Stati Uniti il mese scorso e in attesa del nuovo dato mensile, ci ha pensato l’Europa a tenere banco con il dato di marzo, con un IPC annuale del 7,5% contro il 6,6% delle attese. Ennesimo campanello d’allarme ed ennesimo colpo battuto sulla BCE che dovrà probabilmente accelerare sul fronte rialzo dei tassi;
  • rimane caldissimo anche il tema materie prime, con le carenze sulle supply chain che si sono ormai diffuse a tutti i settori, dall’agricolatura all’automotive, passando per l’industria pesante. Piccolo spiraglio sul fronte energetico, con l’incremento di offerta da parte degli Stati Uniti che ha raffreddato le tensioni sul prezzo, riportando il WTI sotto i 100$ al barile.

In discesa, infine, il VIX e quindi la volatilità del mercato, che insieme al rialzo dei sottostanti ha contribuito al rialzo dei prezzi dei certificati, che ricordiamo si muovo in modo inversamente correlato rispetto alla volatilità.

Il nostro portafoglio in certificati continua settimana dopo settimana a riassorbire il drawdown, sia grazie alla risalita dei prezzi dei sottostanti che grazie al flusso cedolare erogato dai prodotti. Solo  nell’ultima settimana il portafoglio è salito del 3,09%, dimezzando la discesa dal minimo toccato a inizio marzo. Tra i certificati che si sono distinti vi è quello sul food delivery, in rialzo del 9,75% (nonostante Delivery Hero e Hello Fresh ancora lontani da barriera), l’athena su Palantir in rialzo del 8,76% con l’azienda americana arrivata a toccare i 14$ ad azione, e il BioNTech/Moderna, con la prima che nonostante gli ottimi dati della trimestrale non è riuscita a segnare un rialzo degno di nota.

Non vi sono osservazioni autocall nel corso della settimana e non vado a modificare la composizione del portafoglio. Personalmente reputo che il recupero dei titoli tecnologici possa proseguire e di questo potranno beneficiarne quei certificati ancora in sofferenza sui prezzi.

Un’ultima parentesi relativa allo switch effettuato un paio di settimane fa sul Vestas/SolarEdge, sostituito dal Vestas/SolarEdge/Veolia. Ho effettuato l’operazione prima dello stacco cedola in quando lo stacco avrebbe fatto perdere al certificato più del valore della cedola. Oggi infatti il Vestas/SolarEdge quota 93,20, ai quali aggiungiamo i 5,01€ dello stacco, avremo in portafoglio un valore di 98,21€. Il nuovo entrato invece, che come detto ha Veolia in più, un flusso cedolare maggiore ma trimestrale anzichè semestrale, quota ora 102,40€, ben 4,2€ sopra a quello sostituito.

Chi segue il portafogli dalla sua creazione avrà sicuramente capito che non amo movimentarlo troppo e vado a fare degli switch solo in casi rari ed evidentemente convenienti, come si è rivelato essere il caso sopra citato.

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