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Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 09.09.2021

Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 09.09.2021

Settimana di leggera debolezza sui listini dovuta a mio avviso più alle prese di beneficio in seguito alla pausa estiva che ad effettivi market mover. L’eccezione poteva arrivare oggi dalla riunione BCE con eventuali effetti sul Pepp da parte dell’istituto di Francoforte ma Christine Lagarde si è limitata ad accennare ad un ritmo “moderatamente inferiore rispetto ai due trimestri precedenti”. Un intervento quindi meno corposo di quanto i mercati si attendessero e che ha fatto subito virare in positivo i listini europei e fatto comparire i primi segni verdi della settimana.

Le correzioni erano state comunque limitate, nell’ordine di qualche punto percentuale e senza grossi strappi: circa 2% per il FTSE MIB, 3% per il DAX, appena sopra il punto percentuale per i listini americani. In rialzo nei giorni scorsi la volatilità, con il VIX che ha toccato quota 19 salvo rintracciare nella giornata odierna.

Nulla di preoccupante quindi, in attesa di vedere se il rimbalzo delle ultime ore sarà il preludio ad una nuova risalita all’attacco dei massimi storici o se torneranno i segni rossi sui listini.

Il rendimento del portafoglio continua ad oscillare tra il 10 e il 12%, fermandosi questa settimana al +10,56%. A pesare maggiormente sul mezzo punto percentuale di ribasso hanno contribuito in particolare tre prodotti:

  • DE000MS8JNX2: l’athena su Palantir ha perso il 2,48% nella settimana a causa del tonfo di ieri del sottostante, in calo di oltre il 4% ma ancora in area 25,50$; titolo che rimane comunque impostato al rialzo ma supporto da monitorare intorno ai 25$;
  • DE000VQ811N9: a pesare qui è la debolezza di Beyond Meat; la barriera a 91$ rimane comunque lontana e sotto la soglia psicologica dei 100$. In pre market il titolo vede un +2,79% che se confermato in apertura potrebbe aiutare il prezzo del certificato che ha perso il 3,79% nel corso della settimana;
  • DE000VQ8PSF6: performance negativa del 2,63% nella settimana sulla scia del ribasso di Uber, particolarmente accentuato ieri dalla conferma della class action da parte della corte suprema canadese avviata dai guidatori per essere riconosciuti come dipendenti. Il titolo si trova a metà tra il prezzo di strike e la barriera, con ancora quindi un margine elevato e un prezzo del certificato ancora sopra i 95€.

Come accennato nelle scorse settimane, tenevo sott’occhio il certificato di UBS sui pagamenti digitali presentato di recente come certificato della settimana in attesa di una discesa sotto la pari del prezzo per inserirlo in portafoglio. Oggi il certificato prezza intorno a 99,50 in acquisto e quindi procedo con l’aggiunta al portafoglio. Per quanto riguarda il resto del portafoglio, nel mese di settembre avremo diverse osservazioni:

  • DE000UD9PU54: osservazione il 27 settembre per lo stacco della cedola trimestrale del 3,25% ed eventuale autocall qualora Intel recuperasse circa il 7% dallo strike;
  • DE000VQ5ZZN0: osservazione il 20 settembre per la cedola semestrale del 7,5%; difficile l’autocall visto lo strike di Beyond posto a 136,60$;
  • DE000VQ5ZRR8: osservazione il 20 settembre per la cedola semestrale del 5,01%; con SolarEdge che balla intorno allo strike c’è la concreta possibilità che possa andare in autocall;
  • DE000UE7HQM0: osservazione il 22 settembre per lo stacco della cedola mensile pari allo 0,85% mentre per l’autocall la prima data utile sarà quella di marzo 2022;
  • DE000VQ8PSF6: osservazione il 16 settembre per la cedola trimestrale del 3,86% e prima possibilità autocall a dicembre;
  • DE000VQ811M1: osservazione il 28 settembre per la cedola trimestrale del 2,85% ed anche in questo caso prima data di possibile autocall a dicembre;
  • DE000VQ811N9: osservazione il 28 settembre per la cedola trimestrale del 2,3%; come per i precedenti prima data di possibile autocall a dicembre.

Solo due prodotti quindi a rischio scadenza anticipata e di conseguenza portafoglio che non subire grossi scossoni in termini di turnover dei certificati, ma sicuramente ne beneficerà in termini di performance grazie ad un corposo flusso cedolare incamerato.

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