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Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 10.12.2021

Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 10.12.2021

Dall’ultima revisione di portafoglio fatta il 22 novembre sembra passata un’eternità, ed effettivamente sono state tre settimane borsistiche piuttosto movimentate. Sul finire di quella settimana, infatti, la diffusione della notizia su una nuova variante di Covid proveniente dal Sudafrica, nominata in seguito Omicron, ha gettato nel panico i mercati, con perdite giornaliere che hanno ricordati i nefasti giorni di marzo dello scorso anno e gli indici giù anche di 4/5 punti percentuali.

Qualche giorno dopo, ci ha pensato Jerome Powell a gettare benzina sul fuoco dell’incertezza, quando parlando di inflazione, dopo averla definita “transitoria” per mesi, ha corretto il tiro, affermando che invece transitoria potrebbe non esserlo affatto, con le dovute conseguenze sulla politica monetaria e su eventuali rialzi dei tassi d’interesse.

Lo sappiamo, le borse sono più spaventate dall’incertezza che dalle brutte notizie, ed infatti, appena si è avuta conferma del fatto che gli attuali vaccini rispondo in modo positivo anche a questa nuova variante, è tornato il sereno e partito un rimbalzo che ha riportato ad esempio l’S&P500 vicino ai suoi massimi storici, mentre sono più attardati gli altri indici.

Personalmente, come detto altrove, ho reputato eccessiva la discesa delle scorse settimane, che ha penalizzato in modo importante molti titoli. D’altro canto però, oggi, molte azioni hanno prezzi davvero interessanti, e reputo per questo che lo scarico che c’è stato possa essere il preludio ad un ritorno di positività, con magari un nuovo attacco ai massimi dei diversi indici di mercato.

Il rendimento del mio portafoglio, esce molto ridimensionato da queste due settimane. Ricordo che nel calcolo del rendimento considero la differenze tra il valore attuale e il valore d’acquisto, maggiorato delle cedole incassate. Ne consegue che il prezzo dei certificati con sottostanti in sofferenza va a diminuire di molto la performance del portafoglio che si attesta infatti al 3,85%. Se consideriamo il solo flusso cedolare, sono stati incassati flussi per quasi il 6%. Già la riduzione della volatilità cui stiamo assistendo in questi ultimi giorni, rispetto alle precedenti ottave influirà sui prezzi, migliorando l’andamento complessivo.

In particolare, sono quattro i prodotti particolarmente in sofferenza, legati all’andamento di tre sottostanti:

  • Alibaba sul DE000VP5SXK7, che quota oggi appena sotto ai 125$, inferiori sia alla barriera cedola che a quella capitale; su questo prodotto ho perso la finestra utile per lo switch quando il mese scorso il titolo era rimbalzato fino ai 170$, riportando il prezzo del certificato intorno ai 90€. Oggi invece quota 66€, e con 4,04€ di cedole incassate segna un -25% sul prezzo di acquisto di 94€. Come fatto per la precedente discesa, non vado a liquidare il prodotto a questi prezzi. A 125$, il titolo di Jack Ma prezza a multipli ridicoli su cui pesano più le incertezze a livello politico che quelle societarie. Tengo monitorata l’evoluzione della situazione e del certificato, senza dimenticare che la scadenza è a luglio 2023;
  • Beyond Meat sul DE000VQ5ZZN0 e sul DE000VQ811N9, sotto barriera su entrambi i prodotti (a 75,12$ sul primo e a 91,49$ sul secondo). Di Beyond abbiamo parlato tanto in precedenza e confermo quanto detto, ovvero che i prossimi trimestri saranno decisivi per il titolo, per confermare il trend di incremento di ricavi (anche se inferiori alle aspettative nell’ultima trimestrale) e invertire la rotta a livello di prezzo. Anche in questo caso le scadenze sono marzo 2023 e gennaio 2023;
  • Square e PayPal sul DE000UH0W2R1, entrambi con un ulteriore 10% circa di margine sulla barriera, che risentono dello storno generalizzato dei titoli legati ai pagamenti digitali, nonostante rimanga sicuramente un trend per il futuro. Qui, essendo ancora sopra barriera, il prezzo del certificato tiene molto meglio i valori e quota intorno agli 80€, cui va aggiunta una cedola da 2,22€ incassata.

Da registrare, rispetto all’ultimo articolo scritto, l’autocall sul certificato di Vontobel su Macy’s/McDonald’s/Stabuck osservato in data 23 novembre. Inserito in portafoglio a fine giugno a 99,80, con due stacchi cedola incassati per 6,22€ a certificato, ha registrato una performance del 6,43% in cinque mesi.

Ho deciso di sostituire questo certificato, con uno presentato nelle scorse settimane, relativo ad un settore che ha sofferto particolarmente nel corso degli ultimi due mesi ma che sembra negli ultimi giorni aver trovato buoni spunti di ripresa. Sto parlando del settore dei social media e del certificato di Vontobel con sottostanti Meta, Snapchat e Twitter. Nel link all’articolo trovate anche approfondimenti in merito ai sottostanti e un riepilogo delle caratteristiche del prodotto, che riepilogo brevemente:

  • cedola mensile del 1,13% per un rendimento annuo del 13,56%;
  • barriera cedola e barriera capitale al 60% su buoni livelli di strike (soprattutto per Snapchat e Twitter, molto più volatili rispetto a Meta);
  • autocall da maggio 2022 con la possibilità di incassare almeno sei cedole (compresa quella di dicembre che avrà osservazione nelle prossime settimane);
  • acquisto sotto la pari, a 94,70€ stamattina con spread già corretto che aumenta il possibile rendimento e lo porta ad un notevole 12,75% in meno di sei mesi in caso di autocall a maggio 2022 o, in caso di chiusura a scadenza, alza il rendimento annuo ad oltre il 17%.

Lo reputo un ottimo rapporto rischio rendimento. Strike su titoli che hanno già stornato dai massimi e che hanno rimbalzato dalla recente discesa, ma prezzo ancora decisamente interessante, con Twitter wo lontano circa il 10% dallo strike e con Meta e Snapchat sotto strike di qualche punto percentuale. Da considerare inoltre che non erano presenti in portafoglio nessuno dei tre sottostanti in nessun altro certificato e che tutti e tre potrebbero beneficiare in modo importante di tutto ciò che oggi ruoto intorno all’idea di metaverso, con Mark Zuckleberg che ha addirittura cambiato il nome della sua società per tendere a questo nuovo megatrend.

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