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Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 19.01.2022

Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 19.01.2022

Oggi non mi dilungo troppo sull’andamento dei mercati, quanto più sull’operatività del portafoglio.

L’ultima settimana ha visto un’ulteriore discesa del Nasdaq, che ha trascinato in misura minore anche l’S&P500, mentre in Europa sia il Dax che il FTSE MIB hanno lasciato sul terreno poco più di un punto percentuale. Il rialzo dei rendimenti obbligazionari a stelle e strisce inizia a preoccupare Wall Street, e mentre i quattro rialzi dei tassi da parte della FED nel 2022 sono uno scenario ormai scontato, meno lo è l’inflazione. Che ormai da transitoria sia duratura non c’è oramai più dubbio, ma il consenso è che siamo vicini al picco e già a febbraio potrebbe iniziare la fase discendente. Se così fosse, i prossimi mesi dovrebbero essere positivi per i mercati e ridare slancio a quei titoli che erano rimasti indietro nelle ultime settimane. Se mese dopo mese il livello dovesse scendere, azioni e bond esulterebbero, anche se resta da capire poi quale sarà il livello di assestamento.

Il rendimento del portafoglio rimane in linea con quello della scorsa settimana, dove la discesa di qualche titolo growth è stata compensata dalla risalita dei value, come ad esempio quelli legati all’automotive.

Come previsto, il CH1107632361 su Eni/Stellantis/Unicredit ha pagato l’ultima cedola del 3% ed è andato in autocall. Per sostituirlo, vado su un prodotto con un profilo di rischio leggermente più elevato ma che mi lascia abbastanza tranquillo dati i livelli di entrata sui due sottostanti. Sto parlando del certificato su Alibaba e Nio presentato nei giorni scorsi. Di seguito il link all’articolo di approfondimento sul prodotto.

In sintesi, prezzi di strike vicini ai prezzi attuali quindi lontanissimi dai massimi e titoli che sembrano avere la forza per proseguire il rimbalzo iniziato nei giorni scorsi. Rendimento molto importante e pari al 19,20% annuo, pagato con cedole trimestrale del 4,80%. Barriere al 60% dei prezzi di strike, sia cedola che capitale e prima finestra autocall da luglio con l’incasso di almeno due cedole.

Inoltre, vado ad inserire anche un altro certificato. Si tratta del DE000VX5RGH0 su Lufthansa, Bayer e Volkswagen che con la discesa di oggi di Lufthansa, torna sotto la pari e ne approfitto per inserirlo in portafoglio. Una veloce panoramica sui sottostanti.

Lufthnsa è sicuramente il più volatile dei tre. Nelle scorse settimane aveva superato e tenuto i 7€ che ha perso di poco oggi, ma sembra poter essere capace di riprenderli. Lo strike è a 7,196€ mentre la barriera, al 60% del prezzo di strike sia quella cedola che quella capitale, è posta a 4,318€, livelli che il titolo non vede dal 1993. Tra le compagnie aeree rimane una delle mie preferite, avendo grossa parte del suo business anche sul settore cargo.

Bayer è un titolo molto resiliente e uno dei leader mondiali del settore farmaceutico. Negli ultimi sei mesi ha ballato in un range compreso tra i 45 e i 50€ che rotto al rialzo nelle scorse settimane. Lo strike è a 51,34€ mentre la barriera a 30,80€, anche qui per ritrovarlo dobbiamo andare molto indietro nel tempo, fino al 2006.

Volkswagen è la prima azienda al mondo per quota di mercato nel settore auto e una delle più attive verso la transazione all’elettrico. Nei mesi scorsi era arrivata a toccare i 250€ prima di ritracciare fino a 160€. E’ una stock che mi piace molto, con strike a 190,06€ e barriera a 114,04€.

Tre tioli quindi molto stabili e leader di mercato nel loro settore di riferimento, inseriti in un contesto, quello europeo, che dovrebbe essere quello su cui puntare per il 2022. Le barriere al 60% sono molto profonde, in particolare su Lufthansa. Nonostante questo però, il rendimento è molto interessante e pari allo 0,91% mensile, per un flusso cedolare annuo del 10,90%. La prima finestra autocall è prevista a luglio e consente quindi almeno l’incasso di 6 cedole mensili. La scadenza è a gennaio 2024.

Un veloce confronto con il prodotto gemello emesso lo scorso marzo, il ZR4. Su Bayer strike e barriera sono molto simili quindi non c’è differenza. Su Volkswagen qui lo strike è più in alto, 190 contro i 173 del ZR4, ma le potenzialità del titolo sono importanti ed in entrambi i casi la barriera a 114 o a 104 non preoccupa. Il confronto vero è su Lufthansa, dove il GH0 ha la barriera a 4,318 contro i 5,27 del ZR4. Sembra non ci siano grosse differenze ma in realtà parliamo di un livello posto il 18% più in basso. Di conseguenza il GH0 appare molto più conservativo e in un anno volatile come dovrebbe essere il 2022 non fa male. A fronte di ciò il rendimento è solo leggermente inferiore, 10,90% contro 13%, entrambi pagati trimestralmente. Infine la scadenza, gennaio 2024 per il GH0 e agosto 2022 per il ZR4.

Per chi avesse già in portafoglio il gemello ZR4, come nel mio caso, la strada è triplice.

OPZIONE 1

Non acquisto il GH0 appena segnalato e mantengo in portafoglio lo ZR4. In questo caso bilanciamento del portafoglio allocazione strategica non cambiano.

OPZIONE 2

Vendo il ZR4 a 91 avendo incassato cedole per 9,75€ quindi circa in pari ed acquisto il GH0. In questo modo ottengo un duplice risultato: abbasso la barriera su Lufthansa e dunque il rischio instrinseco del prodotto ed in secondo luogo allungo la scadenza di un anno e mezzo, che in ottica pandemia potrebbe non essere male. Questo ragionamento vale per chi ha il PMC del ZR4 intorno alla pari, per chi l’avesse comprato più in basso l’operazione sarebbe ancora più conveniente in quanto avrebbe sia un gain sul ZR4 che un prodotto più conservativo su cui reinvestire.

OPZIONE 3

Questa però va valutata in base alla rischiosità generale del portafoglio ed all’esposizione ai singoli sottostanti. La terza infatti opzione prevede di acquistare il GH0 mantenendo comunque in portafoglio il ZR4 fino alla sua scadenza di agosto. In questo caso, incasso ancora tre cedole da 3,25% sul ZR4 e mi rimborsa a 100 ad agosto (a meno di un tracollo di uno dei tre in questi 7 mesi mancanti), e mi rimane in portafoglio un certificato, il GH0, su un basket ben ponderato, con barriere lontane, e un rendimento di tutto rispetto.

Come avrete immaginato durante la lettura, ho optato per la terza via. E’ un prodotto che mi ha dato soddisfazioni nonostante in alcuni momenti Lufthansa sia stata non cosi lontana dalla barriera, salvo poi risalire e portare su con se anche il prezzo del certificato. Ho quindi inserito poco fa il prodotto a 99.20€.

Due inserimenti quindi, il primo in ottica massimizzazione del profitto con un bel flusso cedolare, il secondo invece più orientato alla stabilità del portafoglio, con un remunerazione comunque adeguata.

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