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Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 28.04.2021

Il Portafoglio in Certificati di Alessandro Pavan – 28.04.2021

Settimana borsistica senza grossi scossoni e con valori pressoché invariati. Dax e Nasdaq, con l’unica eccezione della discesa di venerdì recuperata in poche ore, si sono mossi all’interno di un trading range di soli 100 punti, ad indicare che la forza con cui gli indici erano saliti forse si sta leggermente affievolendo. Anche per quanto riguarda l’S&P500, il movimento è stato limitato a circa 50 punti. Oscillazioni quindi con valori percentuali compresi nell’ordine dell’1%.

In quest’ottica, la mia gestione del portafoglio tende ad essere più conservativa che speculativa. Con questi livelli di volatilità infatti, per trovare rendimento bisogna necessariamente esporsi a rischi maggiori, e quindi ad esempio a certificati con sottostanti volatili e decorrenti tra loro.

Come approfondito nel webinar di lunedì, la gestione del rischio è fondamentale, soprattutto oggi con i mercati vicini ai loro massimi storici e in attesa di una sana correzione. E qualora questa dovesse arrivare, i certificati con sottostanti solidi, magari settoriali o comunque tra loro correlati, saranno sicuramente colpiti in maniera più lieve rispetto a prodotti con titoli di settori diversi e ad elevata volatilità.

Ovviamente, privilegiare oggi basket con titoli particolari o poco conosciuti, mi permette qualche punto percentuale di rendimento in più qualora i mercati continuassero a salire, ma in caso di discesa potrebbero essere dolori.

Per questo, sono andato ad inserire nel portafoglio il certificato suggerito ieri come certificato della settimana, ovvero un prodotto su un basket di titoli italiani e nel dettaglio tre delle nostre principali big cap: Eni, Stellantis, Unicredit. La barriera capitale e premio è posta al 65% dei prezzi di strike su valori molto lontani. Con tutti e tre i titoli leggermente sotto strike il certificato si acquista di poco sotto la pari. Il flusso cedolare è del 3% a trimestre per un rendimento annuo del 12%, con prima finestra di autocall a gennaio 2022 che premette quindi l’incasso di almeno tre cedole.

In un contesto dove risulta difficile trovare rendimenti a doppia cifra su titoli solidi, reputo sia un ottimo bilanciamento tra rischio e rendimento.

Alla chiusura di ieri, il portafoglio presentava una performance complessiva in salita, con un rendimento dell’ 8,05% in tre mesi.

Da segnalare una nota tecnica. Nel certificato di Vontobel con RR8 finale, con sottostante Vestas Wind System, vanno aggiornati i prezzi di strike e barriera in quanto nella giornata di lunedì vi è stato lo split del prezzo delle azioni con un rapporto di 1 a 5. Per ogni azione Vestas posseduta ne sono state quindi riconosciute 5 e di conseguenza, i livelli di strike e barriera sono stati proporzionalmente divisi per 5 (strike a 222,02 da 1.110,10 e livelli barriera a 111,01 da 555,05).

Per il resto poco da segnalare, nessuna osservazione cedola o autocall nella settimana in corso. Nella tabella seguente come al solito trovate il riepilogo delle posizioni aperte e un livello massimo di entrata che varia di settimana in settimana rispetto alla variazione dei prezzi dei sottostanti.

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