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Il primo Certificato per investire sul Bitcoin

Il primo Certificato per investire sul Bitcoin

A marzo 2020 il Bitcoin quotava meno di 5mila dollari, in questo momento ha quasi raggiunto i 50mila dollari, il suo massimo storico. La notizia dell’investimento di Tesla di 1.5 miliardi di dollari, i rumors su Apple e su altre società, che potrebbero acquistare posizioni importanti, ha puntato un faro sulla criptovaluta, che sembra essere inarrestabile.

C’è chi teorizza che il Bitcoin possa raggiungere il milione.

Ma non tutti coloro che puntano al rally del Bitcoin investono direttamente nella criptovaluta. Infatti, negli Stati Uniti, quotato sul Nasdaq, c’è un titolo il cui prezzo è estremamente correlato al prezzo del Bitcoin in quanto la società ha investito più di 3.3 miliardi nella criptovaluta (Fonte: Bitcoin Treasuries). Il suo nome è Microstrategy e viene utilizzata dagli asset manager come investimento alternativo all’investimento nel Bitcoin, proprio perchè è la società quotata che ha investito di più nella criptovaluta.

Un avviso di Borsa riporta che da domani partirà in negoziazione il Tracker Certificate di Leonteq (ISIN: CH0594780394) che è un replicante dell’azione Microstrategy con una protezione sul tasso di cambio, essendo della tipologia “Quanto”. Di fatto è il primo Certificato quotato in Italia per investire (anche se indirettamente) nel Bitcoin.

Vediamo di seguito perchè questo Tracker Certificate rappresenta un investimento così innovativo rispetto all’investimento diretto nel Bitcoin e nell’azione stessa.

Meglio investire in Microstrategy o nel Bitcoin?

Investire nel Bitcoin significa aprire un wallet presso una piattaforma (Coinbase, ad esempio), fare un trasferimento di denaro alla piattaforma e negoziare la criptovaluta con una commissione di negoziazione. Il vantaggio principale di acquistare direttamente la criptovaluta è che, sotto alcune soglie di investimento, l’investimento non è soggetto a tassazione. Lo svantaggio principale è la difficoltà di negoziazione nei momenti più critici, infatti spesso le piattaforme sono “down” nei momenti di crollo della criptovaluta, non permettendo la liquidazione di una posizione pregressa. Inoltre in momenti di forte volatilità, su alcune piattaforme le commissioni potrebbero aumentare notevolmente rendendo ancora più svantaggiosa la liquidazione. In aggiunta, se si è investitori neofiti investire direttamente nella criptovaluta ma soprattutto gestire la posizione può essere piuttosto complesso.

Investire in Microstrategy, di contro, significa investire in un’azione quotata. L’investimento è quindi soggetto a tassazione tuttavia si ha un vantaggio per tutti coloro che non sono professionisti nella negoziazione di criptovalute ossia che la società è in grado di selezionare più sapientemente, rispetto ad un neofita, il timing di entrata e di uscita sul Bitcoin, realizzando così una performance maggiore a parità di rischio.

La correlazione tra Microstrategy e Bitcoin

Microstrategy è la più grande società quotata indipendente di business intelligence e il suo core business è quello di vendere piattaforme di analisi alle aziende.

A partire da agosto 2020 la società ha iniziato ad investire nel Bitcoin fino ad avere in portafoglio più di 71 mila Bitcoin, per un valore complessivo di 3.3 miliardi. E’ la società quotata che ha investito di più nella criptovaluta.

Fonte: Bloomberg

La sua capitalizzazione di mercato è di circa 10 miliardi quindi più di un terzo del prezzo degli asset è correlato linearmente all’andamento del Bitcoin. Si stima una correlazione superiore al 50% tra il prezzo del Bitcoin e di Microstrategy.

Comparando i prezzi storici del Bitcoin e di Microstrategy, si può notare come nelle fasi di forte accelerazione, Microstrategy riesca in alcuni casi a sovraperformare il Bitcoin, riducendo l’impatto nei momenti di stress.

Analisi correlazione BTC – MSTR. Fonte: Tradingview.

Questo interessante connubio rischio-rendimento rende la società particolarmente interessante per tutti gli investitori non professionisti che vogliono inserire una parte di criptovalute nei loro portafogli, aumentando il rendimento complessivo del proprio portafogli.

Ovviamente sorge spontaneo chiedersi se la strategia di Microstrategy di acquistare Bitcoin sia di lungo termine o se nel breve-medio termine il management possa cambiare opinione sull’investimento nella criptovaluta.

Se si ascolta il CEO di Microstrategy, Michael Saylor, non si hanno dubbi: il CEO considera il Bitcoin un bene rifugio istituzionale, lo definisce addirittura il “digital gold” ossia “oro digitale“. Secondo Saylor con l’attuale politica monetaria e tassi di interesse ridotti all’osso, “la liquidità è un asset destinato a deprezzarsi” e il bitcoin è l’unico asset in grado di “trasformare il passivo in un asset”.

Addirittura, per policy interna, la società investe tutto il cash disponibile (non necessario per le attività operative immediate) nel Bitcoin.

Investire in Microstrategy o investire nel Tracker Certificate su Microstrategy?

Il Tracker Certificate emesso da Leonteq su Microstrategy (ISIN: CH0594780394) è un puro replicante dell’azione con la differenza che è un prodotto della tipologia “Quanto” quindi il rischio di cambio è completamente eliminato, ciò che fa fede è la performance (numerica) che realizza Microstrategy nell’arco di tempo in cui il prodotto è detenuto in portafoglio. L’eventuale distribuzione di dividendi da parte dell’azione viene reinvestita (al netto della tassazione) sul Tracker Certificate, aumentandone il prezzo. Pertanto, a differenza dei classici certificati di investimento, con il Tracker Certificate non si perdono i dividendi. Una soluzione ottimizzata per tutti gli investitori con portafoglio denominato in euro.



Dunque un prodotto interessante e innovativo che permette di cavalcare il rally del Bitcoin attraverso Microstrategy e senza il rischio cambio.

Parleremo del prodotto anche nel webinar di lunedì 15 febbraio 2021 ore 18-19.30, iscriviti subito!

Il Commento di Giacomo Zucco

Abbiamo chiesto a Giacomo Zucco, Co-Founder di BCademy, educatore, consulente e tra i maggiori esperti di Bitcoin, cosa ne pensasse della nascita di soluzioni di investimento quotate alternative per prendere esposizione sul Bitcoin. Ecco cosa ci ha risposto:

“Il Bitcoin oltre che essere una tecnologia sicuramente utile per molti casi d’uso diretti come aggirare restrizioni, frizioni burocratiche e legali tra Paesi, nonché all’interno del sistema dei pagamenti online, è anche un asset finanziario decorrelato e per molti utenti è interessante soprattutto in questa veste. 

Il Bitcoin, infatti, si comporta a volte come una commodity, a volte come una tecnologia  d’adozione esponenziale, a volte invece come un vero e proprio brand. 

È chiaro che alcune società come Microstrategy, grazie a forti investimenti in Bitcoin, si sono ritrovate a diventare dei veri propri canali di investimento. Vi sono infatti molti investitori che vogliono prendere esposizione sul Bitcoin ma che non hanno intenzione, necessità e utilità nell’imparare a utilizzare crittografia a due chiavi piuttosto che sincronizzare nodi etc. quindi è molto sensato che il mondo finanziario vada a coprire questo bisogno con i suoi strumenti per tutti gli investitori tradizionali.”

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