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La fine del trend dello Shortage di Chip?

La fine del trend dello Shortage di Chip?

Uno dei trend più interessanti del mercato dello scorso anno, che abbiamo approfondito in diversi articoli, era quello dello shortage di chip / mancanza di microchip: la forte domanda del settore tecnologico e del gaming (nonchè del settore auto) durante la pandemia aveva trainato al rialzo il prezzo delle azioni “pure player” di microchip. In questo momento il trend si è completamente invertito e le stesse azioni che lo scorso anno avevano avuto una forte crescita sono ora in crisi e hanno iniziato a subire forti cali in borsa. Si pensi al crollo di ieri di TSMC che ha perso oltre l’8% in una seduta.

Oggi ci focalizziamo su un’azione che era stata la protagonista del trend lo scorso anno e che nell’ultima settimana è crollata di oltre il 15%, tornando di fatto al prezzo di luglio 2020: AMD.

Focus: AMD

Lo scorso 7 ottobre le azioni AMD sono state vittima di un deciso crollo dopo la comunicazione della società di tagliare l’outlook per il terzo trimestre 2022. L’azienda si aspetta ricavi a 5,6 miliardi di dollari, 1 miliardo in meno rispetto alle stime precedenti. Le attese per il margine lordo sono passate dal 54% al 50%. Le motivazioni del peggioramento della guidance sono un rallentamento più deciso del previsto nel mercato dei PC e una “significativa correzione delle scorte lungo tutta la catena di approvvigionamento dei computer”.

Dopo il boom avuto nel post pandemia, il comparto dei semiconduttori ha visto una decisa contrazione per via dell’aumento dei prezzi. A ciò si aggiungono gli aumenti dei tassi da parte delle Banche centrali e dalle continue restrizioni all’export USA verso la Cina, che rimane uno dei principali consumatori.

Le problematiche del comparto si evidenziano anche dagli ultimi risultati pubblicati di recente da Samsung, che ha reso noto di aver segnato il primo calo degli utili dal 2019. Nel dettaglio i profitti operativi sono scesi del 32% a 10.800 miliardi di won (stime Bloomberg a 12.100 miliardi). Kyung Kyehyun, responsabile del settore chip di Samsung, ha dichiarato che è improbabile che il mercato delle memorie si riprenda nel corso del prossimo anno.

Oltre a questo, i dipendenti sono stati informati che le previsioni delle vendite di chip nella seconda metà del 2022 siano state tagliate del 32% rispetto alle stime di aprile (Korea Economic Daily). Bloomberg ha reso noto che anche Micron Technology e Kioxia Holdings stanno tagliando l’output per cercare di riequilibrare l’offerta ed evitare crolli dei prezzi.

Le società in generale evidenziano come gli ordini dei data center e i clienti “consumer tech” si stiano indebolendo più del previsto.

In futuro però, il comparto sarà sicuramente centrale e il calo può essere sfruttato. Si deve infatti pensare che la tecnologia sarà sempre più pervasiva e, al fine di funzionare, ha bisogno di chip. Oltre all’importanza nel settore tecnologico, i chip sono fondamentali anche per le auto elettriche: stando ai dati di Infineon e IDTechEx, un’auto a batteria necessita di 2,3 volte i semiconduttori di quelle con motori a combustione interna. Questi dispositivi hanno anche altri ruoli, tra cui nella transizione energetica, soprattutto per quanto riguarda i pannelli fotovoltaici.

Tornando con il focus ad AMD, dei 47 analisti censiti da Bloomberg, 32 forniscono un giudizio buy, 15 hold e 0 sell. Il prezzo obiettivo a 12 mesi è di 100,66 dollari, oltre il 74% dai valori odierni. Il titolo potrebbe risultare interessante anche dal punto di vista fondamentale, visto che il P/E a 12 mesi a 15,61x si trova ai minimi da 5 anni.

Guardando alle stime Tikr, i ricavi di AMD sono attesi a 37,98 miliardi di dollari nel 2026 (CAGR 2016-2026 del 24,4%), mentre gli utili netti normalizzati a 11,10 dollari dai 3,44 dollari del 2021.

AMD riporterà gli utili il 25 ottobre, come sempre ne parleremo all’interno dei canali telegram gratuiti del Servizio Segnali “Obiettivo: Resilienza” e “Cavalcare la volatilità” e sul nostro Gruppo Facebook.

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