La settimana finanziaria in pochi minuti

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News di politica monetaria: BCE

  • Nel sondaggio mensile della BCE emerge come a febbraio i consumatori dell’Eurozona hanno tagliato le attese di inflazione nei prossimi 12 mesi dal 4,9% al 4,6%. A 3 anni, le previsioni sono passate dal 2,5% al 2,4%, mentre per quello che concerne la crescita a 1 anno è vista al -0,9% (precedente 9-1,2%).
  • Philip Lane, Capoeconomista della BCE, ha detto che i prezzi degli alimenti che stanno crescendo potrebbero costituire il motore principale della crescita dell’inflazione. Per Lane, per questa componente non è ancora arrivato il picco, anche se le attese sono per una sua diminuzione nell’anno. Successivamente, ha dichiarato che l’istituto potrebbe alzare nuovamente i tassi a maggio nel caso in cui la traiettoria di economia e inflazione si svilupperanno lungo il percorso indicato dalle proiezioni di marzo.
  • Gabriel Makhlouf, Presidente della Banca centrale irlandese, ha detto che l’impatto dei rialzi dei tassi della BCE sulle condizioni di finanziamento è “ben avviato”. Per Makhlouf, si dovrà tenere conto di un effetto lag più lungo per quanto riguarda la trasmissione della politica monetaria a crescita e inflazione. L’esponente dell’Eurotower ritiene che l’istituto debba stare fermo e tenersi pronto ad agire come richiesto per riportare l’inflazione al target nel medio termine. Inoltre il costo del denaro dovrà essere mantenuto in territorio restrittivo per frenare la domanda.

News di politica monetaria: FED

  • James Bullard, Presidente della Fed di St. Louis, ha detto a Bloomberg News che la Federal Reserve può continuare nel suo percorso di rialzo dei tassi portandoli oltre il 5%, in quanto il mercato del lavoro rimane rigido. Bullard ritiene che rimane da definire se la mossa dell’OPEC+ avrà un impatto duraturo.
  • Loretta Mester, Governatrice della Fed di Cleveland, ha detto che la Federal Reserve probabilmente alzerà ancora i tassi oltre il 5%, anche a dispetto delle tensioni sul comparto bancario. Per capire quanto il costo del denaro dovrà salire, si dovrà guardare alla riduzione dell’inflazione e delle relative aspettative. Inoltre, si attende un rallentamento della crescita, delle assunzioni e delle pressioni inflazionistiche. L’indice dei prezzi al consumo dovrebbe attestarsi al 3,75% quest’anno e al 2% entro il 2025. La disoccupazione è invece prevista tra il 4,5% e il 4,75% entro fine 2023. In seguito, ha dichiarato che è ancora troppo presto per sapere se la Fed alzerà i tassi a maggio, in quanto vi sono ancora nuovi dati da raccogliere.

Altre news finanziarie ed economiche

  • L’OPEC+ ha annunciato che taglierà la produzione del petrolio di un milione di barili al giorno. In questo quadro, l’Arabia Saudita opererà un taglio volontario per 500mila barili al giorno (circa il 5% della sua produzione). La riduzione dell’output inizierà da maggio fino a conclusione del 2023. La decisione si unisce a quella del taglio di 2 milioni di barili al giorno approvata ad ottobre 2022.
  • In Eurozona, l’S&P Global PMI manifatturiero (finale) si è attestato a 47,3 punti, peggio delle attese Refinitiv e della misurazione preliminare a 47,1 punti. Per la rilevazione si tratta del valore più basso da novembre 2022.
  • L’S&P Global PMI manifatturiero degli USA (finale) è stato pari a 49,2 punti, leggermente inferiore rispetto ai precedenti 49,2 punti. Sempre a marzo, l’ISM manifatturiero ha archiviato i 46,3 punti, sotto i 47,7 punti di febbraio e le attese Refinitiv a 47,5 punti. Si tratta della lettura più bassa da maggio 2020. Ricordiamo che misurazioni sotto i 50 punti indicano una contrazione del comparto.
  • L’International Energy Agency ha detto che le decisioni dell’OPEC+ “rischiano di esacerbare un mercato teso”, spingendo i prezzi del petrolio e quindi l’inflazione. L’agenzia ha evidenziato che le stime indicavano come già nella seconda metà del 2023 fosse previsto un deficit di offerta.
  • La RBA non ha alzato i tassi di interesse, mantenendoli al 3,6% dopo la serie di 10 incrementi di fila. L’istituto ha fatto questa scelta per comprendere l’impatto dei rialzi passati sull’economia. Il board ritiene che potrebbero comunque essere necessari altri aumenti per riportare l’inflazione al target del 2%-3%. Il Governatore della Banca centrale, Philip Lowe, ha evidenziato che l’indice dei prezzi al consumo ha raggiunto il picco nel Paese, con il dato che dovrebbe scendere ulteriormente nei prossimi mesi mentre la spesa delle famiglie sta rallentando.
  • Silvana Tenreyro, esponente della Bank of England, ha detto che l’istituto potrebbe dover tagliare i tassi prima di quanto previsto. Questo sarà necessario per evitare un’eccessiva discesa dell’inflazione.
  • A sorpresa, la RBNZ (Banca centrale neozelandese) ha alzato i tassi di 50 punti base, portandoli ai massimi da 14 anni al 5,25%. Il motivo è attribuibile all’inflazione giudicata ancora troppo alta e persistente. L’istituto centrale non ha escluso altri aumenti del costo del denaro.
  • L’S&P Global PMI dei servizi dell’Eurozona di marzo (finale), si è attestato a 55 punti dai 52,7 di febbraio, sotto i 55,6 punti della misurazione preliminare. Per il dato si tratta della terza misurazione consecutiva sopra i 50 punti, segnale che viene tradizionalmente interpretato in senso positivo indicando un’espansione del settore.
  • A marzo il rapporto ADP in USA ha messo in luce come l’occupazione privata sia salita di 145mila unità, sotto le 200mila unità attese da Refinitiv e le precedenti 261mila unità (rivisto da 242mila). La flessione di questo dato potrebbe essere interpretabile come un inizio di raffreddamento del mercato del lavoro statunitense.
  • A marzo, il mercato del lavoro USA ha mostrato segnali di rallentamento. I Non-Farm Payrolls si sono attestati a 236mila unità, sotto le previsioni Refinitiv di 239mila unità e le precedenti 326mila (rivisto da 311mila). Il tasso di disoccupazione è sceso dal 3,6% al 3,5%, mentre il salario orario medio è passato dal 4,3% al 4,2% a/a. Scomponendo il dato guardando i principali aumenti, il settore del tempo libero e ospitalità è cresciuto di 72.000 unità, quello governativo di 47.000, quello dei servizi professionali e alle imprese di 39.000 e quello dell’assistenza sanitaria di 34.000. Il comparto del commercio al dettaglio ha visto invece una discesa di 14.600 unità. Il rallentamento è quindi presente, ma non abbastanza da impedire alla Fed di alzare i tassi: il CME FedWatch Tool vede un rialzo del costo del denaro di 25 punti base con il 70,7% di probabilità a maggio.

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