fbpx

La Stagflazione sta arrivando: come prepararsi?

La Stagflazione sta arrivando: come prepararsi?

Come abbiamo riportato nel recap degli eventi della scorsa settimana (pubblicato sul nostro Canale Telegram) e nel webinar settimanale di giovedì scorso “Investire con Francesca Fossatelli” (che puoi rivedere a questo link) da un sondaggio di Bank of America emerge come la percentuale di gestori che si attende un periodo di stagflazione nei prossimi 12 mesi è del 92%.

Fonte: BoA Global Fund Manager Survey, Bank of America Global Research

Il termine “stagflazione” indica un periodo caratterizzato da una significativa inflazione, alta disoccupazione e crescita economica piatta (la cd. stagnazione economica). Solitamente, la combinazione di un rallentamento della crescita economica, un aumento della disoccupazione e uno shock dell’offerta danno vita al fenomeno. Per shock dell’offerta si indica un’improvvisa diminuzione dell’offerta di un bene o un servizio a causa di eventi inattesi come, ad esempio, una pandemia o una guerra. Vi sono altre teorie economiche che evidenziano altre cause per l’innesco di questa situazione, mostrando come non vi sia un accordo generale sulle cause della stagflazione.

Dato il forte consensus dei big player sull’ipotesi di una futura stagflazione riteniamo doveroso approfondire cosa è accaduto in passato quando si è verificato un periodo di stagflazione, prendendo ad esempio la stagflazione negli Stati Uniti degli anni ’70.

La stagflazione negli USA degli anni ‘70

Un esempio di stagflazione è avvenuto negli anni ’70, quando l’OPEC annunciò un embargo delle spedizioni di petrolio verso gli USA e gli alleati europei di Israele. La decisione portò ad un rally di circa il 300% nei prezzi della materia prima. In particolare, gli USA furono duramente colpiti da questa decisione, che lasciò i prezzi del carburante elevati anche dopo la fine delle misure nel 1974.

Nel frattempo, molte società decidevano di spostare i lavori manifatturieri oltre i confini per riuscire a risparmiare sul costo del lavoro e il Paese stava affrontando la crescita delle spese militari per la guerra in Vietnam.

La situazione è stata aggravata ulteriormente anche dal passaggio al settore più remunerativo dei servizi. Questo ha causato un blocco nella crescita dei salari reali diminuendo ulteriormente la fiducia dei consumatori.

L’errore arrivò anche sul fronte della politica fiscale, con Nixon che tentò di combattere la stagflazione con la svalutazione del dollaro (tramite la fine del Gold Standard) e bloccando i prezzi e i salari. Nel frattempo, la Fed tramite varie mosse di politica monetaria non è riuscita a frenare il fenomeno fino al 1979, quando Paul Volcker aumentò i tassi a due cifre per frenare l’inflazione.

La stagflazione oggi

Ora dove ci troviamo? L’inflazione di ottobre in USA si è attestata al 7,7%, fornendo segni di rallentamento, mentre quella dell’Eurozona al 10,6%, ai massimi storici.

In ottica prospettica, gli analisti censiti da Bloomberg per gli Stati Uniti si attendono un PIL reale allo 0,4% nel 2023 e all’1,3% nel 2024. L’inflazione è stimata passare al 4,2% nel 2023 e al 2,5% nel 2024, mentre la disoccupazione dovrebbe passare al 4,3% nel 2023 e al 4,7% nel 2024. Le probabilità di recessione sono stimate al 62,5%.
Per l’Eurozona, le stime sul PIL sono per un -0,1% nel 2023 e un 1,5% nel 2024, l’indice dei prezzi al consumo è previsto al 5,8% nel 2023 e al 2,1% nel 2024, mentre la disoccupazione al 7,2% e al 7,1%. Le probabilità di recessione sono stimate all’80%.

Il Misery Index

Misery Index USA

Misery Index EU

Un interessante dato da guardare è il Misery Index, che misura i livelli di stress economico delle persone ed è calcolato aggiungendo il tasso di disoccupazione a quello di inflazione. Per gli USA si trova all’11,40%, distante dai massimi del 2020 al 15% e ai 22 degli anni ’80. Negli anni ’70 si trovava al 19,50%. In Eurozona la situazione è diversa, in quanto l’indice si trova sui massimi storici al 17,50%, ben oltre i massimi del 2020 all’8,10%.

Stagflazione: cosa aspettarsi per il futuro?

In generale vi sono fattori che fanno pensare ad una stagflazione, come ad esempio il conflitto tra Russia e Ucraina e le ancora presenti restrizioni in Cina. Inoltre, l’anno prossimo ad esempio in USA è atteso un aumento della disoccupazione, dell’inflazione e una crescita poco distante dallo 0. Per l’Eurozona la situazione è ancora peggiore, con una crescita economica che sembra ancora distante e gli effetti della crisi energetica che non si sono del tutto mostrati. Sul fronte Banche centrali inoltre, la Fed è più avanti della BCE nel percorso di rialzo dei tassi e dunque in una posizione migliore per affrontare una nuova crisi economica.

Un altro segnale è quello che arriva dallo spread tra i rendimenti dei titoli di Stato USA a 3 e 18 mesi.

Bloomberg fa notare come lo scorso marzo il Presidente della Fed, Jerome Powell, ha detto che questa curva ha un potere esplicativo del 100%, in quanto una sua inversione indica un’economia debole. All’inizio del mese, Powell ha detto inoltre che l’arrivo sotto lo 0 può verificarsi anche quando gli investitori iniziano a scontare “riduzioni significative dell’inflazione”.

Fonte Bloomberg

La recessione appare comunque un fenomeno difficilmente evitabile, più per l’Eurozona che per gli USA e, in effetti, gli indizi fanno pensare al fatto che si passerà per un periodo di stagflazione, in quanto la crescita rallenterà e l’inflazione resterà al di sopra della media, confermando dunque quanto visto nel report di BofA.

Come investire in fasi di stagflazione?

Parleremo di come investire in fasi di stagflazione nel webinar settimanale “Investire con Francesca Fossatelli”, in cui vengono analizzati: 

  • i mercati finanziari e i flussi degli investitori istituzionali
  • le azioni, i settori e i mega-trend del momento
  • le ultime trimestrali delle azioni europee e americane
  • i certificati di investimento impostati verso l’autocall con rendimento residuo significativo
  • i certificati maxi-coupon per il recupero minus
  • nuove strutture e strategie del mondo dei certificati
  • ultime operazioni del portafoglio “Cavalcare la volatilità” e “Obiettivo Resilienza”
  • e molto altro!

Il prossimo webinar si terrà giovedì 24 novembre, con un particolare focus all’investimento in una fase di stagflazione nonchè su come leggere correttamente il book di negoziazione e operare efficientemente in Certificati e alcuni spunti di certificati che si avviano all’autocall con rendimento residuo significativo.

Solo gli iscritti riceveranno le slide e il materiale presentato. Posti limitati, per iscriverti clicca qui.

Condividi su

Facebook
Twitter
LinkedIn
Telegram
Questo sito non rappresenta una testata giornalistica in quanto non viene aggiornato con cadenza periodica né è da considerarsi un mezzo di informazione o un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62/2001. Ai sensi e agli effetti dell’art. 187 ter della legge Draghi si precisa ad ogni effetto di legge che l’autore del presente articolo non è iscritto all’Ordine dei Giornalisti e che pertanto detiene, o potrebbe detenere, i valori mobiliari oggetto delle sue analisi. Inoltre questo sito, ed i suoi contenuti, non costituiscono un servizio di consulenza finanziaria o un consiglio operativo, né costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio, o a qualsivoglia forma di investimento. I risultati presentati non costituiscono alcuna garanzia relativamente ad ipotetiche performance future. Il sito ed i suoi contenuti hanno scopo puramente didattico, e chi scrive, nonostante abbia messo la massima cura nell’elaborazione dei dati e dei testi, declina ogni responsabilità su eventuali inesattezze dei dati riportati e chiunque investa i propri risparmi prendendo spunto dalle indicazioni riportate, lo fa a proprio rischio e pericolo. Si sottolinea inoltre che l’attività speculativa di trading e di investimento comporta notevoli rischi economici e pertanto il lettore è l’unico ed esclusivo responsabile di ogni sua decisione operativa.
Infine si sottolinea come i diritti di riproduzione, parziale o totale, dei contenuti del sito siano concessi solo dietro permesso scritto dell’autore e con espressa citazione della fonte.

Informazioni sull'autore

Articoli Correlati