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L’approccio della tartaruga

L’approccio della tartaruga

L’S&P 500 toccava il suo massimo a fine dicembre per poi iniziare una discesa che dai 4766 punti l’ha portato ai 3680 punti attuali, una perdita del 23% in 270 giorni.

Si tratta di 270 giorni in cui siamo stati esposti ad una serie di informazioni negative, dalla guerra all’inflazione, alla recessione, a problemi nelle catene di approvvigionamento, a politiche monetarie ultra-restrittive etc.

Quest’anno non è un anno come gli altri: dobbiamo tornare al 2008 per vedere un crollo del mercato azionario di queste dimensioni. Tuttavia nel 2008 il mercato obbligazionario non aveva subito la stessa sorte e quest’anno il classico portafoglio 60-40 si è rivelato fallimentare. In aggiunta l’oro, il porto sicuro per eccellenza, che nel 2008 registrò una performance positiva, quest’anno è fortemente negativo. Senza parlare dell’inflazione che rosicchia la liquidità che abbiamo avuto la saggezza di tenere ferma in portafoglio.

A livello psicologico sappiamo che subire una perdita ha un effetto 2 volte più potente rispetto a ottenere un guadagno e quest’anno sicuramente molti di noi hanno subito più di una perdita in portafoglio. Il morale è basso e come se non bastasse veniamo bombardati da articoli “acchiappa-click” con view sempre più negative.

In realtà gli articoli negativi sono una trovata di marketing: l’avversione alla perdita ci tiene vigili e le “bad news” tendono ad ottenere molta più attenzione delle “good news”, per questo i media espongono quasi sempre dei titoli molto negativi e spaventosi, così attraggono la nostra attenzione.

Ho la fortuna di leggere alcune ricerche prima che vengano diffuse dai media tradizionali. L’analista presenta la sua ricerca con un titolo tecnico che ne riassume i risultati in modo oggettivo e scientifico. Settimane dopo l’articolo che riporta lo stesso identico contenuto della ricerca è sempre accompagnato da un titolo catastrofista, spaventoso. Sempre più spesso il titolo è una domanda che si pone in contrasto con la view dell’analista che aveva prodotto quella ricerca. Si tratta dello stesso identico contenuto che, se letto in una ricerca, esposta in modo oggettivo e scientifico, ha l’effetto di farci ragionare a mente aperta ma se letto in un articolo dal titolo “manipolato” potrebbe indurci a ragionare con un filtro emotivo in grado di distorcere la realtà.

Oltre alla lettura delle notizie e delle ricerche con un filtro negativo, siamo esposti ad una serie di articoli d’opinione che contengono un “te lo avevo detto” implicito, dove l’esperto dichiara di aver predetto quanto sarebbe accaduto. Questi esperti si approfittano della nostra debolezza, infatti, a seguito della lettura di questi articoli, spesso si è presi da un senso di sconforto, pensiamo di essere gli unici a non aver visto quel segnale che era così evidente. Anche qui si tratta di una tecnica di marketing, lo scopo del venditore è quello di generare un senso di inadeguatezza al fine di vendere un servizio: l’esperto “veggente” è l’unico a detenere la verità e l’unico modo per conoscere la sua verità è seguirlo e acquistare i suoi servizi.

Nessuno può darvi la verità perchè nessuno la possiede. Non ho ancora conosciuto un essere umano in grado di predire il futuro e ho visto anche i più esperti sbagliare, in più occasioni, view di mercato. Ed è del tutto normale che sia così: non esistono pasti gratis e il rendimento è dato solo dall’incertezza del verificarsi o meno di uno scenario futuro. Se quanto accaduto sui mercati quest’anno era così facile da prevedere perché investitori del calibro di Warren Buffett, che hanno accesso a tutte le informazioni possibili, che hanno un’esperienza e una competenza che non ha eguali, hanno perso quest’anno?

Parlo con tanti investitori, da professionisti a piccoli investitori retail, e in tutti noto uno sconforto per un anno che non si è riusciti a gestire al meglio, in cui l’incertezza regna sovrana, in cui abbiamo uno scarso senso di controllo sugli eventi futuri che potrebbero impattare il nostro portafoglio.

Questo sconforto è amplificato dai media tradizionali e da questi esperti “veggenti”, che si approfittano della situazione per venderci qualcosa o catturare la nostra attenzione. Purtroppo il danno di queste persone non si limita a questo: essere troppo esposto a notizie negative rafforza l’ansia, la paura, l’angoscia per una potenziale futura perdita e questo potrebbe renderci più inclini a prendere cattive decisioni, decisioni emotive, mosse “dalla pancia” più che dal cervello.

Alcuni investitori hanno addirittura abbandonato i mercati, hanno chiuso il monitor e deciso di riaprirlo il prossimo anno, vada come vada. Altri hanno venduto tutto, senza fare distinzione, con il solo scopo di non essere esposti all’andamento del mercato. Si tratta di scelte estreme, emotive, dettate da una situazione che sembra essere psicologicamente ed economicamente insostenibile.

Ovviamente non suggerisco di ritirarsi in un eremo e non leggere più articoli, anzi ritengo che questo sia un anno importante in cui investire nei mezzi di informazione, in ricerche e approfondimenti professionali, utili ad avere un punto di vista diverso dal nostro, a farci ragionare a mente aperta.

Personalmente non sono immune da questo senso di sconforto che ci lasciano i mercati ma non sono neanche una persona emotiva, purtroppo (o per fortuna) sono abituata a gestire situazioni di stress e forte incertezza e la mia risposta naturale a queste situazioni è studiare, approfondire il più possibile, così da arrivare il più preparati possibile a gestire le situazioni di incertezza e crisi quando si presenteranno.

Dato che sono consapevole che il periodo è sfidante, sto mettendo a disposizione sempre più informazioni gratuitamente attraverso il focus giornaliero pubblicato sul nostro gruppo Facebook e sul canale Telegram, in cui riassumo il contenuto di un articolo, una ricerca, un approfondimento che ho studiato negli ultimi giorni. Vi invito a condividere sui social i risultati dei vostri studi e approfondimenti con tutti gli altri membri della community così da supportarci in questa fase di mercato.

Purtroppo non penso che usciremo molto facilmente da questa situazione di mercato: finché lo sconforto regna nella mente degli investitori (più capitalizzati), questi acquistano coperture (put) e il dealer che vende queste coperture generalmente si copre con una posizione in future (short). Il forte acquisto di coperture genera quindi una profezia che si auto-avvera: l’investitore si copre da una discesa del mercato e così facendo genera una discesa del mercato. Nel momento in cui le coperture inizieranno a venir meno i mercati saranno in grado di ripartire. Quando accadrà? Lo scopriremo solo vivendo.

Nel frattempo vi suggerisco di adottare l’approccio della tartaruga. La tartaruga, il simbolo di FreeFinance, è l’animale della resilienza. E’ in grado di resistere a lunghi periodi in acqua senza prendere aria, è in grado di resistere agli urti dell’ambiente esterno con il suo guscio duro, è in grado di nuotare nelle correnti e adattarsi a diversi climi, è in grado di chiudersi nel suo guscio estraniandosi dal mondo esterno. Dovremmo cercare anche noi di essere sempre più delle tartarughe nel nostro approccio al mercato: dovremmo cercare di resistere a lunghi periodi di incertezza senza per questo lasciare il mercato, dovremmo cercare di imparare a perdere senza per questo smettere di investire, dovremmo cercare di muoverci velocemente e adattarci ai cambiamenti di scenario, dovremmo ragionare criticamente e con la nostra testa sulle variabili di mercato, ignorando il mondo esterno.

Ricordiamoci che il mercato deve generare un rendimento positivo nel medio-lungo periodo, è “too big too fail” in questo obiettivo perché la fine del mercato dei capitali avrebbe delle conseguenze inaccettabili. Sapendo questo, cerchiamo di guardare al futuro, non dimentichiamoci il nostro orizzonte temporale e i nostri obiettivi (di medio-lungo periodo) e cerchiamo di imparare il più possibile da questo sfidante 2022.

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