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L’effervescenza sulle materie prime agricole è davvero finita?

L’effervescenza sulle materie prime agricole è davvero finita?

In attesa della pubblicazione del Grain Stocks, uno dei più importanti report trimestrali sulle materie prime agricole rilasciato dall’USDA, fondamentale per le stime degli acri coltivati, i recenti dati forniti dal rapporto WASDE evidenziano elementi ancora molto interessanti, soprattutto in relazione ai numeri legati alle esportazioni da parte del mercato a stelle e strisce, ad esempio per soia e mais…ma ci sono altri dettagli nelle quarantina di pagine che caratterizzano  il puntuale ed atteso rapporto.

Focalizzando l’attenzione sui grafici che rappresentano gli specifici indici delle materie prime, al netto dei ritracciamenti dell’ultima penultima seduta di settimana, ci si rende conto che l’interrogativo sul tema super-ciclo continua ad essere per davvero pertinente.

Il Thomson Reuters/Jefferies CRB Index, l’S&P Goldman Sachs Commodity, il Bloomberg Commodity Index Futures, il Baltic Dry Index, sono solo alcuni dei principali che plasticamente forniscono una risposta alle tante domande. Tale effervescenza porta alla mente l’ultima volta in cui gli indici sopraindicati hanno raggiunto livelli record. Certo, bisogna farne ancora di strada!

Ma continua l’ottimismo soprattutto riguardo specifici settori che beneficiano dell’auspicata ripresa dell’economia, degli stimoli governativi ed una debolezza del dollaro, senza trascurare l’aspetto relativo alla transizione energetica ed al Green New Deal, questo per i metalli industriali. Tante le somiglianze con gli anni in cui le materie prime hanno effettuato delle performance di tutto rispetto. Senza trascurare un aspetto che per molti appare secondario o accantonato completamente ed è quello legato a certe tensioni internazionali che influenzano alcuni Paesi verso l’accumulo di scorte strategiche, premendo sulla domanda.

E poi il tema legato all’inflazione. Se da un lato l’aumento del costo delle materie prime può sembrare andare a braccetto con il discorso dell’inflazione allo stesso tempo bisogna immaginare che le stesse sono aumentate anche per altri fattori ben specifici. Tuttavia, le politiche monetarie accomodanti, l’atteggiamento delle banche centrali e le politiche fiscali rappresentano un mix eccellente per la variazione dei prezzi al consumo e per il tasso relativo ai prezzi di beni e servizi.

Anche l’indebolimento del biglietto verde, partito in maniera ancor più netta e decisa nel marzo del 2020 e comunque implementato da una stretta conseguenza degli interventi della FED, rappresenta un elemento di forza per le materie prime quotate in dollari. Inoltre, altra condizione tale da amplificare ulteriori interrogativi, la si riscontra da diversi mesi in quanto persiste una forte preoccupazione per l’aumento del costo dei container per il trasporto, con inevitabili ripercussioni.

Andando a visualizzare le tariffe sul Freightos Baltic Index, il principale indice internazionale sui prezzi di trasporto, in collaborazione con il Baltic Exchange, che fornisce i costi di mercato per container da 40 piedi, si nota che ancora sono protagoniste cifre elevate con l’esplosione dei costi dai 2 mila agli 8 mila dollari per trasportare beni dai porti asiatici e cinesi a quelli europei.

Tornando alle materie prime agricole, proprio in questi giorni, così come accade puntualmente mensilmente, è stato pubblicato il report WASDE dall’USDA (United State Department of Agricolture) che rappresenta il Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti e consente di conoscere in maniera dettagliata le proiezioni sulla domanda e offerta relative alle materie prime agricole e quindi alle varie colture statunitensi e mondiali, fornendo dati concernenti anche il bestiame americano.

Considerando che la maggior parte dei milioni di ettari di terreni agricoli nell’economia a stelle e strisce è soprattutto interessata alla coltivazione di soia, mais, grano, sono soprattutto le suddette commodities ad essere considerate le più attenzione. Non sono le sole protagoniste del rapporto pubblicato. Ci sono informazioni molto puntuali sul cotone, lo zucchero, il riso e bestiame. Già a partire dalla lettura della relazione iniziale che caratterizza le prime pagine del lungo e corposo documento siamo in grado di carpire il contesto ed informazioni utili al mercato. Tuttavia, per la completezza dei dettagli è decisamente necessario approfondire le successive pagine e tabelle, attraverso le quali si entra nello specifico. Tuttavia, è fondamentale ricordare che il prezzo di una materia prima agricola può variare anche per aspetti che vanno al di la dei numeri o dei report, alle semine etc.

Basti pensare ad esempio a quello che è accaduto in Cina negli scorsi anni quando a seguito della AFRICAN SWINE FEVER (il virus della peste suina) il prezzo della carne di maiale è schizzato in quanto la quasi totalità degli allevamenti dell’economia del dragone è stata abbattuta con centinaia di milioni di suini persi a causa del virus.

Per quanto riguarda mais e soia abbiamo più volte commentato i grandi acquisti effettuati dalla Cina, concentrando l’attenzione sull’accordo commerciale tra Cina e stati uniti, abbiamo visualizzato cosa è accaduto sui grafici con i prezzi che hanno raggiunto dei livelli importanti. Per il futuro è previsto un aumento della semina con dei volumi record soprattutto negli Stati Uniti, inoltre il clima secco in sud- america ha influito sul ritardo dei raccolti in Brasile per quel che riguarda la soia. Bisogna immaginare che gli acquisti di soia da parte della Cina sono al livello più alto dagli anni novanta. Inoltre, la soia ha rappresentato negli ultimi mesi una sorta di termometro delle relazioni internazionali tra Stati Uniti e Cina. 

L’aumento dei prezzi delle materie prime ha influito e continuerà ad influire sui costi dei prodotti alimentari. Altro tema molto dibattuto. La stessa Food and Agriculture Organization ha recentemente evidenziato una certa preoccupazione. Se consideriamo che negli Stati Uniti la maggior parte delle semine future previste, soprattutto per mais e soia, probabilmente non sono in grado di soddisfare il grande fermento che continua ad essere presente sul mercato, con la Cina che premere sugli acquisti, è facile immaginare quotazioni delle suddette agricole destinate a salire. Per il grano, e questo vuol rappresentare uno degli innumerevoli esempi, il consumo mondiale 2020-21 è aumentato di 6,6 milioni di tonnellate principalmente per un maggiore consumo da parte della Cina.

Dal punto di vista grafico, soprattutto per quanto riguarda soia e mais, è possibile continuare a visualizzare una momentanea fase laterale con quotazioni che continuano a veleggiare costantemente sulla parte alta del grafico tra la resistenza in area 1442 centesimi di dollari per bushel ed i 1334 di supporto per la soia ed i 560 contesimi di dollari per bushel come livello di resistenza ed i 530 di supporto per quel che riguarda il mais. La tendenza long può non essersi fermata. Il superamento dei livelli di resistenza, ben visibili sul grafico giornaliero, è tale da alimentare nuove fasi di acquisto. L’effervescenza su alcune materie prime agricole può non essere ancora terminata.

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