Mercato del lavoro USA: cosa attendersi dai numeri di agosto?

Mercato del lavoro USA: cosa attendersi dai numeri di agosto?

La settimana prossima, nello specifico il 1° settembre, il Bureau of Labour Statistics rilascerà i principali dati sul mercato del lavoro relativi ad agosto. Come sappiamo, insieme a quelle sull’inflazione, queste rilevazioni sono osservate con attenzione dalla Fed per prendere le sue decisioni in tema di tassi di interesse. Su questa tematica, il CME FedWatch Tool indica come probabile all’80,5% una pausa nel percorso di incrementi a settembre, con il costo del denaro che potrebbe essere mantenuto all’intervallo 525-550 punti base. Ma quali sono le attese e gli elementi a cui guardare per i prossimi dati relativi al lavoro USA? Un’interessante analisi arriva da una ricerca di Bank of America.

Gli analisti si aspettano che i Non-Farm Payrolls si attestino a 175mila unità: sebbene in rallentamento, questa misurazione è giudicata ancora troppo elevata rispetto a quanto ritenuto necessario per compensare la crescita naturale della forza lavoro (limite superiore identificato a 100.000 unità). Dati in linea con le attese verranno giudicati a favore delle prospettive di soft landing per l’economia USA.

I fattori alla base del potenziale rallentamento dei NFP in questa settimana sarebbero:

  • Il fallimento della società di autotrasporti Yellow Corp, che impiegava 30mila persone;
  • Stagionalità meno favorevole per la sanità e l’assistenza sociale, che potrebbe portare ad una moderazione della crescita nei posti di lavoro;

Per quanto riguarda i salari orari medi, questi sono visti allo 0,3% su base sequenziale e al 4,3% su base annuale, quest’ultimo in flessione rispetto al precedente 4,4%. Un’indicazione arriverebbe dai dati dell’Indeed Hiring Lab che ha visto passare l’inflazione degli sstipendi delle inserzioni dal 9,5% a/a di novembre 2021 al 4,2% a luglio. Questo indicherebbe una moderazione della domanda di lavoro. Gli analisti di BofA ritengono che una crescita dei salari in linea con l’obiettivo di inflazione della Fed si troverebbe intorno al 3%-3,5%

Infine, un dato monitorato con attenzione sarà quello dell’orario medio settimanale, atteso a 34,4. Gli esperti sottolineano che in diversi settori si sta assistendo ad una discesa delle ore lavorate sotto i livelli pre-Covid, elemento che indica la possibile crescita della disponibilità delle aziende a trattenere i lavoratori: se questo fenomeno si ampliasse, potrebbe indicare un più ampio rallentamento della domanda.

Fonte: ricerca Bank of America

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BCE sempre più orientata verso una pausa nel rialzo dei tassi a settembre

Si fa largo l’ipotesi di una pausa nel rialzo dei tassi da parte della BCE. Secondo quanto riporta Reuters sulla base di informazioni ricevute da 8 fonti, il board sarebbe preoccupato per il deterioramento delle prospettive di crescita e sempre più orientato verso un approccio più attendista. Tuttavia, vi è ancora un ampio accordo sul fatto che il lavoro dell’Eurotower non sia ancora finito e un nuovo incremento del costo del denaro è possibile.

Il dibattito resterà comunque aperto fino ai prossimi dati dell’inflazione. Inoltre, sarà necessario aspettare fino a inizio 2024 per capire se i prezzi si stanno effettivamente dirigendo verso il target. I motivi di chi è a favore di una pausa riguardano le paure per una recessione, il deterioramento della crescita cinese, i dati positivi sulla crescita dei salari e gli effetti sempre più presenti dei precedenti rialzi del costo del denaro. Chi invece propende per un nuovo rialzo evidenzia che la componente core dei prezzi al consumo abbia raggiunto un picco e sarà necessario un calo significativo prima di una pausa. Dopo questa informazione, il mercato continua a prezzare quasi equamente l’ipotesi di una pausa e quella di un nuovo aumento da 25 punti base a settembre.

Dichiarazioni a Bloomberg TV di Nagel, Centeno e Vujcic (BCE)

  • In un’intervista a Bloomberg TV il Presidente della Bundesbank, Joachim Nagel, ha detto di non essere sicuro che l’inflazione sia sufficientemente sotto controllo per giustificare una pausa nell’aumento dei tassi. Nagel ritiene che sebbene l’economia stia rallentando, l’indice dei prezzi al consumo rimane appiccicoso e il mercato del lavoro “davvero molto buono”.
  • Mario Centeno, Governatore della Banca centrale portoghese, ha detto che il board dovrebbe essere prudente nei prossimi meeting, in quanto i rischi economici previsti negli scorsi mesi stanno diventando realtà. Per Centeno, è importante capire quanto gli effetti dei rialzi dei tassi debbano ancora manifestarsi nell’economia.
  • Boris Vujcic, Governatore della Banca centrale croata, ha affermato che l’istituto centrale europeo ha bisogno di più dati per capire se quanto fatto in termini di politica monetaria è sufficiente. Vujcic ritiene che nei prezzi non si veda ancora molto il deterioramento dell’economia e che sarà da vedere se l’inflazione dei servizi si allenterà a sufficienza e se si sentiranno le conseguenze del rallentamento del mercato del lavoro. In ogni caso, il “soft landing” è ritenuto possibile. Infine, l’esponente del board della BCE ha detto che entro la primavera del 2024 si avranno maggiori informazioni per capire se sarà necessario ritoccare nuovamente al rialzo il costo del denaro

Discorso di Jerome Powell al simposio di Jackson Hole

Nell’atteso intervento al simposio di Jackson Hole, Jerome Powell ha detto che la Federal Reserve potrebbe dover alzare nuovamente i tassi per contenere l’inflazione. Il Presidente dell’istituto centrale statunitense ha sottolineato che il board procederà con cautela, tuttavia non è ancora certo che l’attuale ciclo di incrementi sia concluso. Inoltre, è stato ribadito che il costo del denaro rimarrà su livelli restrittivi fino a che non si avrà certezza che i prezzi si stiano muovendo verso il 2% in modo sostenibile.

Powell ha affermato che i funzionari sono attenti ai segnali che evidenziano un’economia che non rallenta come ci si aspettava, una spesa per i consumi ancora robusta e un possibile rimbalzo dell’immobiliare. Un’attività economica sopra il trend potrebbe mettere a rischio i progressi sul fronte inflattivo.

Powell ha messo in luce che sono essenziali ulteriori progressi sul settore dei servizi escluse le abitazioni: per ottenerlo servirà probabilmente l’atteso rallentamento economico, oltre ad un ammorbidimento delle condizioni del mercato del lavoro. Infine, l’esponente della Fed vede un PCE di luglio al 3,3%, con la misurazione core al 4,3%.

Dollaro ai massimi degli ultimi 3 mesi

Il Bloomberg Dollar Spot Index è salito dello 0,2% ai massimi dall’inizio di giugno, mentre gli investitori si preparano a ricevere indicazioni da Powell sulle future misure della Fed per combattere l’inflazione e su come queste potrebbero essere più aggressive rispetto ad altri Paesi. Il dollaro ha guadagnato rispetto a tutte le principali valute, con il won sudcoreano, sensibile al rischio, e la corona svedese tra i worst performer.

Ampiamente ritenuto in via di esaurimento fino a pochi mesi fa, il ritorno del biglietto verde sottolinea come gli investitori stiano rivalutando le loro scommesse sui tassi statunitensi, dato che la forza dell’economia più grande del mondo continua a sfidare le attese di un rallentamento. Giovedì due funzionari della Fed hanno segnalato che la banca centrale potrebbe essere vicina alla fine dei rialzi dei tassi, ma uno di loro si è astenuto dall’escludere ulteriori aumenti fino a quando l’inflazione non sarà più chiaramente in discesa.

Win Thin, responsabile globale della strategia valutaria presso Brown Brothers Harriman, ha affermato: “Le recenti decisioni del FOMC, della Banca Centrale Europea e della Banca del Giappone, nonché i dati economici in corso, sottolineano il tema della divergenza e quindi sembrano probabili ulteriori guadagni del dollaro”.

Rodrigo Catril, stratega valutario della National Australia Bank concorda: “Powell probabilmente ribadirà che il lavoro non è ancora finito, mantenendo un’inclinazione da falco, quindi il dollaro può salire nel breve termine”.

Fonte: Bloomberg

Le azioni sotto la lente

Secondo quanto riportato dall’Information, Amazon sarebbe in trattative con Disney per una partnership nella versione streaming della rete sportiva ESPN, valutando anche una partecipazione di minoranza. Reuters ricorda come lo scorso luglio l’AD di Disney aveva detto che il gruppo cercava partner strategici per una joint venture o per l’acquisto di una quota del canale di sport per raggiungere direttamente i consumatori.

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