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Siamo alla fine del mercato orso?

Siamo alla fine del mercato orso?

Giovedì scorso abbiamo assistito al più grande turnaround dal 2020: l’S&P 500, dopo un’iniziale forte reazione al ribasso, a seguito della pubblicazione del dato relativo all’inflazione, ha chiuso la giornata in positivo con una differenza tra minimo e massimo toccati intraday del 4.8%. Abbiamo poi iniziato la settimana con forti rialzi su tutti i principali listini azionari e incrementi importanti sul comparto tech e growth, molte trimestrali accolte positivamente nonostante i dati non siano stati dei migliori. Insomma, sembra che l’aria stia cambiando.

Come tutti gli investitori mi sono chiesta se effettivamente potessimo dire di aver toccato il “bottom” e che quindi questa forza rialzista stia in effetti decretando la fine del mercato orso oppure se si trattasse di quella leggera pausa rialzista tipica di ogni bear market.

Storicamente i mercati non trovano il “bottom”, il loro punto di minimo prima della ripartenza, facilmente, spesso ci inducono a pensare di averlo raggiunto per poi farci raggiungere un nuovo minimo. In effetti se fosse così facile individuare il bottom non troveremmo sul mercato i rendimenti che ci sono al momento. Non avendo poteri predittivi non ho una risposta alla domanda “abbiamo raggiunto il bottom?” ma come sempre posso darvi informazioni e pareri che spero siano utili e che possiate utilizzare come spunto di ragionamento.

In particolare abbiamo tre variabili che potrebbero impattare positivamente i mercati:

  • Riduzione dell’inflazione più veloce delle attese. Ci sono diversi indicatori che remano a nostro favore in questo momento: un più basso prezzo delle materie prime (circa un -20% dai massimi), una minore inflazione sul real estate, i prezzi delle auto usate si stanno sgonfiando. Ci sono poi da considerare le scorte, si stima un +70% annuo nel settore dell’abbigliamento e delle calzature e di oltre il +30% nel settore del commercio al dettaglio e dei prodotti di consumo, che andranno smaltite con una fase di sconti. Da una recente survey di BoA emerge come la maggior parte dei Fund Manager pensi che abbiamo raggiunto il massimo dell’inflazione e il ciclo di rialzi dei tassi della Fed si arresti entro il primo trimestre del prossimo anno.
  • Guerra Russia-Ucraina: siamo all’ottavo mese della guerra e non si intravede ancora una soluzione immediata, il punto di svolta dei mercati potrebbe proprio essere la fine della guerra.
  • Riapertura della Cina: abbiamo visto i primi segnali di allentamento della politica di Covid-zero in Cina, da chiusure più brevi a Chengdu a requisiti di quarantena meno rigidi a Hong Kong. Con l’aumento del tasso di vaccinazione degli anziani è probabile un ulteriore allentamento, anche se ad un ritmo lento data l’assenza dell’immunità di gregge.

Ci sono poi ulteriori variabili che abbiamo approfondito nel webinar di mercoledì.

Il Sondaggio sul Gruppo Facebook di FreeFinance

Sul gruppo Facebook di FreeFinance ho lanciato un sondaggio in cui ho chiesto ai membri cosa ne pensassero della situazione: “E’ la fine del bear market o è solo quella leggera pausa rialzista tipica di ogni mercato orso? Ma soprattutto quanto durerà questa eventuale fase rialzista: qualche settimana o qualche mese?

Il 14% ha votato per “la fine del mercato orso”, l’80% ha votato per “fase passeggera di qualche settimana” e il 6% ha votato per “fase passeggera di qualche mese”.

Tony Cioli Puviani, trader di esperienza trentennale e gestore del sito tonyciolipuviani.com ha partecipato al sondaggio: “Io ho votato la prima opzione, ritengo che possa essere finito il periodo orso. I market mover nel 2022 sono 2: (1) politica monetaria della FED, che per combattere l’inflazione sta scatenando una recessione, e (2) guerra tra Russia e Ucraina (o meglio tra Russia e USA). Per quanto riguarda la prima variabile (politica monetaria/inflazione/tassi) il mercato comincia ad avere delle certezze: sconta la recessione, sconta che la Fed inizierà ad abbassare i tassi dopo 2-3 aumenti (novembre, dicembre e, forse, nel 2023) e che con una conclamazione di recessione si fermerà il rialzo dei tassi, per questo la borsa potrebbe aver finito il ciclo orso. La seconda variabile invece è un’incognita impossibile da prevedere: un’ulteriore escalation tarpa ogni possibilità di rimbalzo e inversione. Non siamo all’inversione proprio perchè siamo aggrappati alla guerra. Finchè si parla di bombe nucleari il mercato non può spiccare il volo: un gestore non può prendersi la responsabilità di avere troppo capitale investito o di non essere coperto in un momento come questo, per questo penso che al momento rimarremo su un mercato laterale, più rialzista di ribassista. Senza la variabile guerra probabilmente ci sarebbe stato il rimbalzo e l’inversione.

Anche Alessandro Pavan, Co-Founder di Wealth Route ed Incellar, ha partecipato al sondaggio: “Io ho votato la seconda opzione. Credo che il rimbalzo degli ultimi giorni sia dovuto ad un duplice fattore: da una parte lo storno degli ultimi due mesi è stato molto forte e quindi è più che fisiologico un momentaneo rimbalzo, dall’altra abbiamo toccato (e leggermente infranto al ribasso) i minimo di giugno, sui quali però il mercato sembra aver voglia di comprare. Come detto nel webinar della settimana scorsa, a mio avviso continueremo in questa alternanza tra fasi rialziste e ribassiste finchè non vi sarà un vero market mover che possa invertire la tendenza che a mio avviso oggi potrebbe essere o la fine della guerra in Ucraina o una forte inversione di tendenza sul dato inflativo. Al momento le prime trimestrali sembrano essere positive e questo potrebbe dare un pò di spinta ai mercati, ma non credo che il mercato orso sia finito. Da notare comunque l’entità dei movimenti: il rimbalzo di luglio, come lo storno successivo sono stati molto importanti. Le prime due giornate di ottobre gli indici americani hanno registrato un rialzo del 5/6% prima di un nuovo forte storno, seguito dal corposo rimbalzo degli ultimi giorni. In qualunque direzione si vada i mercati si muovono molto, anche a causa dei volumi scarsi. Il market mover cui accennavo prima potrebbe far tornare oltre che la positività, anche importanti flussi che quindi darebbero anche stabilità al movimento.

Luca Padovan, Co-Founder di WealthRoute, è d’accordo con la visione di Tony Cioli Puviani “Anche secondo me siamo verso la fine del mercato orso così duro come negli ultimi mesi. Non ritengo probabile un “rimbalzo a V” ma credo sia possibile un sano consolidamento per poi iniziare con la ripartenza. Ovviamente si tratta di uno scenario che dovrà essere confermato da più sedute di negoziazione ma effettivamente noto, da esperienza diretta, che moltissimi investitori istituzionali hanno iniziato a comprare“.

Io, come Alessandro, ho votato la seconda opzione. Come abbiamo visto nel webinar di mercoledì, la liquidità dei gestori è ancora alta, le coperture sono ancora in piedi ed è un pò prematuro parlare di un cambiamento di trend, ci siamo vicini ma non ci siamo ancora. Un’inflazione più bassa nei prossimi mesi e un allentamento della politica restrittiva delle banche centrali è già prezzata ma la guerra così come la chiusura della Cina pesano sull’economia e sui mercati, impedendone per ora il rimbalzo. Questo non significa che nel breve non ci siano occasioni, anzi! Questo periodo sicuramente per chi è paziente, ha una strategia di medio/lungo periodo e non si fa influenzare dai media (che ci mettono poche settimane per ribaltare la loro view, si veda ad esempio Netflix) ci sono ottime occasioni, c’è il rischio ma c’è anche tanto rendimento.

Tutti concordiamo che siamo più vicini alla fine che all’inizio e, tranne nel caso di eventi esogeni e imprevedibili (es. escalation della guerra), siamo sempre più vicini ad una ripartenza. Quindi come sempre teniamo duro e continuiamo con l’approccio della tartaruga!

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