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Un anno di Portafoglio in Certificati: “Obiettivo Resilienza” a +5.4%

Un anno di Portafoglio in Certificati: “Obiettivo Resilienza” a +5.4%

A inizio novembre 2021, io e Alessandro Pavan abbiamo deciso di mostrare gratuitamente il nostro portafoglio in Certificati, io attraverso i canali telegram “Obiettivo: Resilienza” e “Cavalcare la volatilità” e Alessandro attraverso il canale “Portafoglio Bilanciato“.

Venivamo da un anno di grandi rendimenti, il 2021 è stato per me uno dei migliori anni da investitore anche grazie alla performance del mio portafoglio in certificati che con i continui autocall mi permetteva di capitalizzare ogni rendimento. Data la forte domanda degli investitori, per mesi con Alessandro abbiamo ragionato su come strutturare il servizio e se, effettivamente, volevamo farlo perchè comportava un’esposizione mediatica ulteriore. Alla fine abbiamo deciso di strutturare un servizio completamente gratuito con due obiettivi: (i) speravamo di condividere rendimenti positivi (gratuitamente) con tutta la community, (ii) volevamo dare accesso ad un set di informazioni più operative e pratiche rispetto alla formazione classica, che comunque abbiamo portato avanti, cosicchè tutti gli investitori, neofiti ed esperti, avrebbero potuto vedere in azione alcune tecniche e strategie non standard applicate ai portafogli in certificati, strumenti di cui siamo appassionati. Armati di belle speranze ci siamo però scontrati con quello che è stato uno dei peggiori anni per il settore finanziario e per i nostri portafogli.

Sicuramente il timing di lancio del Servizio Segnali non è stato fortunato. Il servizio è infatti partito il primo novembre 2021. Tralasciando le performance azionarie, note a tutti gli investitori, come investitori in certificati abbiamo subito anche un forte aumento di volatilità. Siamo infatti partiti con un VIX a 16, che ha superato i 33 quest’anno per arrivare sui 26 in questi ultimi giorni. L’aumento di volatilità si riflette inevitabilmente sul prezzo mark to market dei certificati “vecchi” e in generale sulle performance dei portafogli. Diciamo che solo il rialzo del VIX pesa (negativamente) tra un 10% e un 20% sul prezzo dei certificati che non sono vicinissimi alla scadenza, senza considerare le performance negative dei mercati azionari.

Nonostante tutto sono felice che il servizio sia partito in uno dei peggiori anni per i mercati finanziari e in assoluto nel peggiore anno per un portafoglio in certificati, è in un contesto come questo che si vede la tempra di un investitore professionista, che non si fa scoraggiare dalle performance del mercato e continua con la sua strategia di medio-lungo periodo.

Dopo un anno dal lancio del Servizio Segnali, posso tirare le somme sul mio portafoglio personale, evidenziandone errori e pregi nella gestione, facendone un’autovalutazione. Vi invito a segnalarmi errori e pregi anche su info@freefinance.biz, così da trovare una strategia che ci permetta di evitare gli errori e di creare le condizioni per un alto rendimento in futuro.

Poche e semplici regole di gestione del portafoglio in certificati

Per chi non conoscesse il portafoglio io ho alcune regole alle quali derogo molto raramente:

  • Ingressi frazionati: preferisco entrare più volte con size limitata, in stile “PAC”, così da avere la possibilità di stoppare gli ingressi in caso di forti discese avendo meno capitale a rischio. L’ingresso frazionato è particolarmente utile per fare, ove possibile, “market timing”, strategia che era più facile applicare lo scorso anno e che è diventata molto difficile da applicare quest’anno. Mentre lo scorso anno gli ingressi frazionati erano molto vicini tra loro, quest’anno ho distanziato sempre di più gli ingressi in ottica prudenziale;
  • Massima esposizione del sottostante: 10%, a cui derogo in alcuni fasi di trend del sottostante e solo per sottostanti difensivi o che ritengo delle “vere occasioni” (es. Intesa/Unicredit e Amazon negli ultimi mesi);
  • Minimo rendimento: sotto un certo livello di rendimento preferisco tenere la liquidità o investire in altri strumenti (es. bond). Il minimo rendimento dipende dalla fase di mercato, al momento non vado sotto un 8% p.a. per le posizioni difensive;
  • Elevato livello di market making, specialmente sul portafoglio molto attivo “Cavalcare la volatilità”: mentre sulle posizioni difensive tendo ad avere un approccio “buy and hold” e a portare la posizione a scadenza/autocall, per le posizioni più aggressive potrei aver bisogno di uscire velocemente pertanto preferisco un elevato livello di market making (sono disposta a rinunciare anche ad un minimo di rendimento in favore della qualità del market making).
  • Rischio emittente contenuto: non inserisco emittenti con basso rating, se non in piccola parte, perchè sono molto sensibile al rischio emittente (se fallisce l’emittente anche se la mia view sul sottostante era corretta potrei perdere l’intero capitale investito). Valuto strumenti di emittenti a più basso rating se e solo se i rendimenti offerti sono nettamente superiori, a parità di condizioni, dei rendimenti offerti da emittenti con rating elevato ossia se il premio per il rischio di credito aggiuntivo è remunerato adeguatamente.

Analisi del portafoglio in Certificati

Analizziamo quindi il mio portafoglio. Tutte le performance e i calcoli di seguito sono fatti considerando la mia esposizione personale, ossia parametrati sul peso che ho assegnato ad ogni posizione in portafoglio, aggiornati all’11 novembre 2022 (chiusura del mercato europeo). Nel computo è considerato anche il flusso cedolare, che contribuisce al rendimento.

La mia perdita (mark to market) è limitata:

  • complessivamente (posizioni chiuse e aperte) al momento registro un -14%, di cui un -27.7% su “Cavalcare la volatilità” e +5.4% su “Obiettivo Resilienza”.
  • sulle posizioni aperte registro un -11%, di cui un -18.5% su “Cavalcare la volatilità” e -0.4% su “Obiettivo Resilienza”.
  • A livello prospettico sulle posizioni aperte, ossia ipotizzando che i sottostanti rimangano fermi ai valori attuali (quelli sotto barriera rimangono sotto barriera; quelli sopra barriera rimangono sopra barriera; quelli con tutti i sottostanti sopra strike vanno in autocall) registro un portafoglio in guadagno del 5.1%, di cui un -5% su “Cavalcare la volatilità” e +19.1% su “Obiettivo Resilienza”.
  • Invece, complessivamente (posizioni chiuse e aperte) a livello prospettico ipotizzando che i sottostanti rimangano fermi ai valori attuali (quelli sotto barriera rimangono sotto barriera; quelli sopra barriera rimangono sopra barriera; quelli con tutti i sottostanti sopra strike vanno in autocall), registro un guadagno dell’1.9%, di cui un -14.7% su “Cavalcare la volatilità” e +25.2% su “Obiettivo Resilienza”.

Il grande errore che ho fatto, a mio parere, è stato quello di sottostimare il rischio di un crollo dei mercati a novembre 2021, non era facile prevederlo e non me ne posso fare una colpa, ma le prime operazioni mi hanno penalizzato per tutto il resto dell’anno, in particolare:

  • mi hanno costretto a dover ribilanciare velocemente il rischio di portafoglio, dovendo fare molti più ingressi difensivi e questo mi ha precluso la possibilità di beneficiare di maggiori rendimenti sui medesimi sottostanti nei mesi successivi;
  • mi hanno “bloccato” una parte del capitale – i primi ingressi hanno i sottostanti sotto barriera quindi quella parte di capitale non genera al momento premi/interessi e quindi non riesco a capitalizzarne il rendimento. Questo elemento di fatto rende sempre più lento il recupero.

Questo errore pesa sul mark to market ma non pesa necessariamente sulle performance finali di portafoglio: diverse posizioni hanno i sottostanti vicino barriera e sono sufficienti piccole performance per risalire le barriere. In particolare analizzando tutte le posizioni aperte:

  • ai valori attuali sono (mark to market) ad un -11%, di cui un -18.5% su “Cavalcare la volatilità” e -0.4% su “Obiettivo Resilienza”. Il rendimento da premio generato è pari all’8% p.a. totale, non è altissimo in quanto il portafoglio “Obiettivo Resilienza” ha un peso maggiore ma soprattutto “Cavalcare la volatilità” non sta contribuendo molto ai premi perchè vi sono alcune posizioni sotto barriera che al momento non generano premi, mentre “Obiettivo Resilienza” genera regolarmente premi e autocall.
  • al momento tutte le posizioni di “Obiettivo Resilienza” sono sopra barriera, quindi al momento non vi sono perdite prospettiche su tale portafoglio. Vicino barriera (entro il 6% da buffer barriera) ci sono solo 3 certificati il DE000VX2YRQ1 (settore consegne) e i due Enel/Ferrari (DE000UE98W07 e DE000VQ4C0A0). Su tutte le altre posizioni del portafoglio “Obiettivo Resilienza” in media (media aritmetica) il buffer da barriera è del 37%.
  • il solo passare del tempo ha un effetto positivo infatti se ipotizziamo di arrivare a scadenza con i sottostanti a questi livelli, il portafoglio andrebbe in gain del 5.1%, dove il portafoglio “Cavalcare la volatilità” contribuirebbe con un -5% e “Obiettivo Resilienza” con +19.1%.
  • se ipotizziamo che, sulle posizioni sotto barriera, il worst-of recuperi un 25%, il portafoglio diventa molto positivo: +10.4%, dove il portafoglio “Cavalcare la volatilità” andrebbe in positivo e contribuirebbe con un +4.1% e “Obiettivo Resilienza” con 19.1%.
  • se ipotizziamo che, sulle posizioni sotto barriera, il worst-of recuperi un 40%, il portafoglio sarebbe ancora più positivo: +15%, dove il portafoglio “Cavalcare la volatilità” contribuirebbe con un +12% e “Obiettivo Resilienza” con +19.1%.
  • se ipotizziamo che tutte le posizioni sotto barriera recuperino (ipotesi improbabile, realizzabile solo in caso di fortissimo market rally nei prossimi mesi), il portafoglio avrebbe delle performance davvero elevate: +34.4%, dove il portafoglio “Cavalcare la volatilità” contribuirebbe con un +45.3% e “Obiettivo Resilienza” con +19.1%.

Insomma, solo il passare del tempo mi porta in positivo in uno dei peggiori anni per i mercati finanziari e per i certificati e con una eventuale piccola risalita del mercato potrei beneficiare di performance davvero molto interessanti.

Di seguito vediamo l’analisi di scenario, in caso di recupero del worst-of di una data percentuale. Dal momento che tutte le posizioni del portafoglio “Obiettivo Resilienza” sono sopra barriera, la sua analisi prospettica è ovviamente “ferma” al 19.1%, solo il portafoglio “Cavalcare la volatilità” migliora con l’analisi di scenario. Ricordo che si tratta di performance assolute, non pesate per il tempo in portafoglio ma pesate per il capitale investito. In media la scadenza residua è circa un anno quindi il valore a scadenza va diviso per 2 anni di operatività (anche se in questo caso il rendimento sarebbe sottostimato perchè diverse posizioni sono avviate verso l’autocall e il capitale sarà reinvestito e genererà ulteriore rendimento).

So già che alcuni di voi penseranno “Se avessi investito solo in strumenti del portafoglio “Obiettivo Resilienza” ora staresti al +5.4% e ad un +19.1% a scadenza su tutte le posizioni aperte (25.2% complessivo sulle posizioni chiuse e aperte), perché hai investito e continui ad investire in “Cavalcare la volatilità?

L’obiezione è corretta: in un momento di mercati ribassisti l’unico portafoglio in grado di difendersi è “Obiettivo Resilienza“. Tuttavia in caso di ripresa dei mercati il portafoglio “Cavalcare la volatilità” sarà in grado di generare un rendimento molto più elevato del portafoglio “Obiettivo Resilienza”, come abbiamo visto dall’analisi di scenario. Personalmente ritengo che per generare un rendimento elevato nel medio-lungo periodo i due portafogli debbano coesistere e che la strategia debba essere la seguente:

  • in caso di fase di mercato ribassista incremento la parte di portafoglio “Obiettivo resilienza” con nuovo capitale o vendendo alcune posizioni del portafoglio “Cavalcare la volatilità”;
  • in caso di fase di mercato rialzista incremento la parte di portafoglio “Cavalcare la volatilità” con nuovo capitale o vendendo alcune posizioni del portafoglio “Obiettivo resilienza”.

In generale, come dichiarato fin dal lancio del Servizio Segnali, assegno sempre un maggiore peso (in termini di capitale investito) alla parte “Obiettivo Resilienza” perchè è la più difensiva e preferisco avere la maggior parte dei miei risparmi su strumenti difensivi. Tuttavia dismettere la parte di “Cavalcare la volatilità” sarebbe un errore perchè mi precluderebbe un extra rendimento che in alcuni anni, come il 2022, pesa negativamente sul portafoglio, in altri anni, come il 2021, permette di raggiungere rendimenti in grado di spazzare via le perdite degli anni successivi.

Inoltre avere strumenti solo difensivi in portafoglio potrebbe non essere la strategia ottimale: in momenti in cui la volatilità è bassa i rendimenti sono risicati avere solo certificati difensivi ci espone ad un rischio elevato nel caso in cui entrassimo in un mercato ribassista a volatilità elevata. Il concetto di resilienza è infatti un concetto dinamico, che va contestualizzato con la situazione di mercato.

In ogni caso, come dichiarato anche in fase di lancio del servizio, l’investitore con una più contenuta propensione al rischio può concentrarsi solo sul canale “Obiettivo resilienza” (anche se suggerisco l’iscrizione anche al “Cavalcare la volatilità” per tenersi comunque aggiornato sui mercati e su alcune operazioni a rischio medio, a metà tra i due canali, segnalate prudenzialmente su “Cavalcare la volatilità“).

L’errore iniziale che ho fatto, ossia quello di iniziare l’anno con un portafoglio più aggressivo, avrei potuto evitarlo solo rimanendo liquida: se avessi investito in strumenti difensivi o a capitale protetto ora avrei una perdita (mark to market) comunque consistente. Diciamo che l’unica scelta era non investire e questa è una scelta che un investitore secondo me non dovrebbe fare in nessun periodo, a meno che non abbia una view fortemente ribassista, view che personalmente non avevo a novembre 2021.

Quest’anno secondo me rappresenta un’occasione proprio per la forte volatilità che permette agli emittente di offrirci sempre maggiori rendimenti anche sulle posizioni difensive. Personalmente ho deciso di mettere più capitale a rischio. Ritengo che quello attuale, visto nel medio-lungo periodo, sia un anno di cui approfittare perchè non penso che rendimenti del genere li vedremo spesso in futuro una volta che le incertezze legate ai market mover attuali si saranno chiarificate. La maggior parte del capitale l’ho investita nel portafoglio ‘”Obiettivo resilienza” e sto investendo su strumenti difensivi, a metà tra i due canali, anche perchè oggi è molto più conveniente rispetto allo scorso anno avere strumenti a rischio medio o medio-basso: posizioni come il XS2409634933 (o anche il XS2370427192) che rendono oltre il 20% annuo permettono di generare rendimenti interessanti con un rischio contenuto.

Ma andiamo al sodo e analizziamo il portafoglio. In questo momento ho in portafoglio 55 certificati, di cui 14 con tutti i sottostanti sopra strike, impostati verso l’autocall, 10 certificati con i sottostanti molto vicini all’autocall (entro 10%), 15 certificati sotto barriera e 5 vicino a barriera e i rimanenti 11 certificati che sono invece sopra barriera e avviati a rimborsare a scadenza.

Se vi chiedete chi sono i worst-of del portafoglio e quanto pesano in termini di capitale sul mio portafoglio personale, di seguito trovate la mia esposizione attuale. Il worst-of principale (attualmente sovrappesato in quanto vi sono alcune posizioni in scadenza) è Banco BPM, seguono, per ordine di importanza: American Airlines, Swiss Re, Carnival, Intesa Sanpaolo, Estee Lauder, Amazon, HelloFresh, Enel, Apple. I worst-of rimanenti pesano meno del 3.5% del portafoglio.

Di seguito invece la mia esposizione settoriale. Il peso maggiore lo ricopre il settore bancario e assicurativo che pesa per il 24.5%, segue il settore Travel al 20.2%, il settore tecnologico al 12.8% e il settore retail al 17.9%, il settore automotive pesa il 5.1% a seguito di un importante autocall, il settore pharma ha un peso del 2.9% e materie prime del 3.1%. I prodotti multisettoriali hanno un peso del 13.5%.

Di seguito il recap di portafoglio con tutte le posizioni aperte di entrambi i portafogli. In verde sono evidenziate le posizioni avviate verso l’autocall, in azzurro quelle vicino all’autocall, in giallo quelle vicino barriera e in rosso quelle sotto barriera.

Per chi volesse seguire l’andamento del portafoglio, è ancora possibile iscriversi GRATUITAMENTE ai canali “Obiettivo: Resilienza” e “Cavalcare la volatilità“.

Vi ricordo inoltre che è possibile iscriversi ad una nuova serie di webinar settimanali dal titolo “Investire con Francesca Fossatelli”, in cui andremo ad analizzare: 

  • i mercati finanziari e i flussi degli investitori istituzionali
  • le azioni, i settori e i mega-trend del momento
  • le ultime trimestrali delle azioni europee e americane
  • i certificati di investimento impostati verso l’autocall con rendimento residuo significativo
  • i certificati maxi-coupon per il recupero minus
  • nuove strutture e strategie del mondo dei certificati
  • ultime operazioni del portafoglio “Cavalcare la volatilità” e “Obiettivo Resilienza”
  • e molto altro!

Il prossimo webinar si terrà giovedì 17 novembre. Solo gli iscritti riceveranno le slide e il materiale presentato. Posti limitati, per iscriverti clicca qui.

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